Visa ha incorporato la propria rete di pagamento dentro ChatGPT. Gli agenti AI di OpenAI possono ora cercare prodotti, confrontare prezzi e completare un acquisto in autonomia, senza che l’utente tocchi una carta o clicchi un pulsante. L’accordo è stato annunciato il 10 giugno al Visa Payments Forum 2026 di San Francisco.
Il meccanismo è semplice da descrivere, meno da costruire. L’utente collega la propria carta Visa a ChatGPT e definisce i limiti: tetto di spesa, categorie di merchant consentite, soglie che richiedono un’approvazione esplicita. Dentro quei confini, l’agente agisce da solo. Visa gestisce la tokenizzazione delle credenziali, l’autorizzazione in tempo reale e il monitoraggio antifrode, la stessa infrastruttura che elabora oltre 300 miliardi di transazioni l’anno. OpenAI fornisce la capacità di ragionamento, valutazione e decisione. Il primo esempio citato da Jack Forestell, Chief Product and Strategy Officer di Visa, è diventato già un riferimento: un utente chiede cuffie wireless sotto i 150 dollari, l’agente identifica l’opzione migliore e conclude l’acquisto. Tutto dentro la conversazione, senza aprire un sito.
Per capire perché questa mossa ha senso per entrambe le aziende, basta guardare i fallimenti precedenti. OpenAI aveva già tentato la strada dell’e-commerce con Instant Checkout, lanciato nel 2025 con Etsy, Walmart e Shopify: il processo era soggetto a errori e i merchant non lo adottarono, anche per via delle commissioni richieste da OpenAI. Visa, dal canto suo, aveva esplorato pagamenti agentici solo con singoli retailer o piccoli gruppi di merchant. La partnership cambia la scala: in teoria, l’agente può acquistare in qualunque dei 175 milioni di punti di accettazione Visa nel mondo. Il perimetro si allarga anche al lato enterprise. OpenAI e Visa stanno lavorando per integrare le funzionalità di pagamento dentro Codex, l’agente di programmazione di OpenAI, con casi d’uso che comprendono procurement, fatturazione e riconciliazione aziendale.
L’annuncio arriva dentro un quadro più ampio. Al Payments Forum, Visa ha presentato anche un Large Transaction Model, un modello AI addestrato su miliardi di transazioni per migliorare il rilevamento delle frodi riducendo i falsi rifiuti. Ha introdotto un Agent Score, strumento che valuta la prontezza dei siti merchant per il commercio agentivo, e un registro verificato di agenti e merchant. Sul fronte stablecoin, Visa ha dichiarato che il settlement via stablecoin ha raggiunto un volume annualizzato di 7 miliardi di dollari, con pilot in espansione su nuove regioni e blockchain. La visione di Forestell è diretta: l’AI sta cambiando il lato visibile del commercio, le stablecoin stanno cambiando l’infrastruttura sottostante.
C’è però una questione aperta che né Visa né OpenAI hanno ancora risolto. Chi risponde quando un agente compra la cosa sbagliata? Come gestiscono le banche le contestazioni su pagamenti avviati da software? Le due aziende non hanno comunicato una data di lancio, né dettagli sull’interfaccia utente o sui costi. Visa stessa precisa che il sistema è “in fase di deployment” e che la versione finale potrebbe non includere tutte le funzionalità descritte. La pressione competitiva è reale: Mastercard ha il proprio programma Agent Pay, e Visa ha già il Trusted Agent Protocol aperto, con Microsoft, Stripe, Shopify e Worldpay tra i partner. La corsa a controllare come gli agenti AI pagano è partita, e nessun circuito vuole restarne fuori.














