USA, procuratori chiedono alle aziende misure contro i “deliri” dei chatbot minacciando azioni legali

Mentre si consuma lo scontro fra stati e governo federale per la regolamentazione dell'AI, i procuratori chiedono nuove e più severe misure di sicurezza da implementare entro metà gennaio 2026

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USA, procuratori chiedono alle aziende misure contro i “deliri” dei chatbot minacciando azioni legali

Introdurre maggiori misure di sicurezza per tutelare la salute degli utenti ed evitare gli effetti dannosi dei chatbot o prepararsi ad affrontare potenziali azioni legali. È questa la sintesi di quanto richiesto da un gruppo di procuratori di 42 stati degli Stati Uniti in una lettera, firmata dal National Association of Attorneys General, alle principali aziende di intelligenza artificiale della nazione tra cui Microsoft, OpenAI, Google, Meta, Apple e Anthropic.

L’intelligenza artificiale generativa ha il potenziale per cambiare in positivo come funziona il mondo, ma ha anche causato – e ha il potenziale per causare – gravi danni, soprattutto alle persone più vulnerabili” si legge nel testo. In particolare il riferimento è a quelle che i procuratori chiamano “sycophantic and delusional outputs”, ovvero risposte “adulanti e deliranti” generate dai chatbot che sono potenzialmente dannose per la salute mentale di tutti gli utenti e in particolare di quelli che presentano delle fragilità psichiche.

Fra le misure concrete richieste dai procuratori da implementare entro metà gennaio 2026, compare quella di introdurre audit indipendenti che consentano a terze parti esperte di valutare il livello di sicurezza prima del rilascio pubblico dei modelli. Ma vengono richieste anche delle nuove procedure di segnalazione trasparenti e test di sicurezza obbligatori con maggiore trasparenza e protezioni specifiche per i minorenni.

Negli Stati Uniti diversi episodi hanno scosso l’opinione pubblica, dall’aumento dei casi di psicosi in soggetti già predisposti in concomitanza dell’uso prolungato di AI, fino alla causa legale che affronta OpenAI per il suicidio di un sedicenne californiano. Nel frattempo l’AI è stata elevata a minaccia per la sicurezza da parte del Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) e sul piano politico è in corso un acceso scontro fra stati e governo federale per la regolamentazione della tecnologia.


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