Con un post su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali statunitensi di “cessare immediatamente” l’uso della tecnologia di Anthropic, definendo l’azienda “di estrema sinistra” e accusandola di mettere a rischio la sicurezza nazionale. La decisione arriva dopo il rifiuto di Anthropic di rimuovere le restrizioni sull’uso militare del suo modello di intelligenza artificiale Claude. Il Pentagono aveva posto un ultimatum nei confronti della società: aprire la tecnologia a usi senza limiti, inclusi sorveglianza di massa e armi autonome, o perdere contratti da 200 milioni di dollari. Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha mantenuto la linea intrapresa fin dal principio rispondendo all’amministrazione in questi termini: “Non possiamo in buona coscienza acconsentire. L’AI deve difendere, non minare, i valori democratici”.
Anthropic ha sempre posto l’etica della tecnologia al centro del suo scopo aziendale, rinunciando a centinaia di milioni di dollari per evitare che la sua tecnologia finisse in mani pericolose o venisse usata per scopi militari incontrollati. Il Pentagono, invece, sostiene che le limitazioni imposte dall’azienda ostacolano la difesa nazionale. Dopo il rifiuto i toni si sono accesi. “Le minacce non cambiano la nostra posizione”, ha ribadito Amodei, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth lo accusava di essere vittima del complesso di Dio e di “mettere a rischio vite statunitensi”.
Subito dopo la dichiarazione pubblica del presidente degli Stati Uniti, Anthropic ha reso nota la sua intenzione di fare ricorso contro la decisione e contestare in tribunale l’interruzione di tutte le collaborazioni con il settore della Difesa per volontà dell’amministrazione Trump.

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