Attraverso un post di sette parole su X, “Terafab Project launches in 7 days”, Elon Musk ha annunciato il lancio ufficiale del progetto di produzione di chip di intelligenza artificiale su larga scala Terafab, segnando una svolta nella strategia industriale di Tesla. Le intenzioni dell’azienda erano già emerse durante la call sugli utili di gennaio, quando Musk aveva avvertito che, senza una fabbrica propria, Tesla rischierebbe di trovarsi di fronte a una strozzatura nell’approvvigionamento di chip entro tre o quattro anni, un rischio troppo grande per lo sviluppo dell’azienda e impossibile da risolvere solo affidandosi a fornitori esterni come TSMC e Samsung.
Terafab punta sulla tecnologia a 2 nanometri, tra le più avanzate oggi in produzione commerciale, e mira a produrre tra 100 e 200 miliardi di chip AI all’anno. Questi chip serviranno ad alimentare il software di guida autonoma Full Self-Driving, il robotaxi Cybercab e il robot umanoide Optimus. Samsung ha già siglato un accordo pluriennale da circa 16,5 miliardi di dollari per produrre il futuro chip AI6, offrendo a Tesla un appoggio parallelo mentre il progetto interno prende forma.
Sugli effetti di questa mossa gli analisti sono divisi. Alcuni vedono una conferma della leadership di Tesla nell’AI e nella autonomia robotica e di guida, altri temono che possa disperdere troppe risorse in un ambito che è tradizionalmente molto lontano dal core business automobilistico. Musk stesso aveva sintetizzato così la necessità del progetto: “Non riesco a vedere altro modo per raggiungere i volumi di chip che cerchiamo. Va fatto”. Il costo stimato dell’intera operazione supera però i 20 miliardi di dollari, simbolo di una scommessa enorme.

Nel 2026 la vendita di apparecchi per la produzione di chip salirà del 9% raggiungendo 126 miliardi di dollari
La maggior parte di questa crescita si concentrerà in Asia,…














