Samsung tocca i 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione grazie ai chip per l’AI

Il colosso diventa la seconda azienda asiatica a varcare questa soglia dopo la taiwanese TSMC

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Samsung tocca i 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione grazie ai chip per l’AI

C’è un numero che racconta meglio di qualunque altro lo stato dell’intelligenza artificiale globale: 1000 miliardi di dollari. È la cifra che Samsung Electronics ha raggiunto di recente in borsa, diventando la seconda azienda asiatica della storia, dopo la taiwanese TSMC, a varcare questa soglia.

Le azioni del colosso coreano hanno guadagnato oltre il 14% in una sola giornata, trascinando con sé l’intero indice Kospi di Seul oltre quota 7.000 punti per la prima volta nella storia. Un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava riservato ai giganti della Silicon Valley come Apple, Microsoft, Nvidia e che oggi racconta una storia molto diversa, quella di un’azienda di chip diventata l’infrastruttura silenziosa su cui poggia la rivoluzione dell’AI.

Negli scorsi giorni Samsung aveva pubblicato risultati record per il primo trimestre 2026, condividendo un utile operativo balzato di otto volte rispetto all’anno precedente, cioè a 57,2 trilioni di won, con ricavi che hanno raggiunto il livello storico di 133,9 trilioni di won. A innescare il rally ci ha pensato poi la notizia, riportata da Bloomberg, di trattative esplorative tra Apple, Samsung e Intel per produrre chip per i dispositivi Apple sul suolo statunitense.

Ma sotto la superficie, il vero motore è strutturale. La domanda di chip HBM (High Bandwidth Memory), le memorie ultrarapide indispensabili per far girare i modelli di AI, sta esplodendo, e l’offerta non riesce a starle dietro. Come ha spiegato Yu Jing Jie, analista tecnologico di Morningstar: “C’è una carenza enorme di chip DRAM e NAND a causa della domanda torrenziale dell’AI, che è molto affamata di memoria per via delle sue esigenze di banda e archiviazione”.

Il chief financial officer di Samsung ha dichiarato agli analisti che il tasso di soddisfazione della domanda è ai minimi storici, con i clienti che anticipano già gli ordini del 2027 per assicurarsi le forniture, e che il mercato sarà ancora più teso nel 2027 che nel 2026. Detto altrimenti: chi costruisce data center, addestra modelli AI o progetta chip di nuova generazione dipende oggi in misura crescente dalla capacità produttiva di Samsung e del suo rivale SK Hynix. La valutazione da mille miliardi è, in questo senso, una misura del potere contrattuale dell’offerta, non solo una pietra miliare aziendale.

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