Samsung Electronics ha pubblicato i risultati finanziari più sorprendenti della sua storia. Nel primo trimestre del 2026, il colosso sudcoreano ha registrato un utile operativo stimato di 57.200 miliardi di won, circa 38 miliardi di dollari, più che otto volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando si fermava a 6.690 miliardi di won e con una percentuale di aumento del 755%. Un risultato che ha stupito persino gli analisti più ottimisti e che, da solo, supera l’intero utile realizzato da Samsung nell’arco di tutto il 2025. Il motore di questa crescita straordinaria è uno solo: la corsa globale all’intelligenza artificiale.
Il boom dei data center per l’AI ha letteralmente prosciugato il mercato dei chip di memoria, facendo schizzare i prezzi. La domanda di chip ad alta larghezza di banda, gli HBM, componenti essenziali per i sistemi di calcolo AI, è diventata così esplosiva da innescare carenze a cascata sull’intero mercato della memoria, generando impennate di prezzo e di volumi senza precedenti. “I ricavi e l’utile operativo di Samsung nel primo trimestre hanno raggiunto una scala paragonabile a quella dei grandi colossi tecnologici globali”, ha dichiarato MS Hwang, analista della società di ricerca e analisi di mercato Counterpoint Research a CNBC.
Non mancano però le note di cautela. “Ci sono crescenti preoccupazioni su un possibile picco nei rincari della memoria. Sembra che siamo ormai oltre la fase iniziale del ciclo espansivo”, avverte Ryu Young-ho, analista senior della società di intermediazione finanziaria NH Investment & Securities, che punta il dito sulla necessità di contratti a lungo termine per sostenere i margini.

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