Anthropic ha impegnato 11,6 miliardi di dollari in sette anni su Akamai Cloud per gestire i propri carichi di lavoro CPU. L’accordo, annunciato giovedì, è il più grande nella storia di Akamai e può crescere fino a circa 20 miliardi se Anthropic esercita l’opzione di estensione da 9 miliardi aggiuntivi.
A differenza della quasi totalità dei contratti cloud legati all’intelligenza artificiale, che ruotano attorno alle GPU, questo punta sulle CPU — i chip a uso generico che gestiscono operazioni come l’esecuzione di codice e la navigazione web. La domanda di CPU è cresciuta con la diffusione degli agenti AI, che richiedono questo tipo di elaborazione per svolgere compiti iterativi e ramificati. Akamai non ha specificato l’uso preciso che Anthropic farà della capacità acquistata. La rete di Akamai copre oltre 4.400 punti di presenza edge distribuiti in migliaia di sedi nel mondo, un’infrastruttura che consente di avvicinare il computing agli utenti finali.
L’accordo include una struttura finanziaria insolita: Akamai ha emesso in favore di Anthropic un warrant su azioni proprie, per un totale di 7,7 milioni di azioni ordinarie su base convertita, pari a circa il 5% del capitale. Il prezzo di esercizio è fissato a 111,33 dollari per azione. Il 2% del warrant matura con il contratto attuale; ogni 3 miliardi aggiuntivi spesi da Anthropic sbloccano un ulteriore 1%. È la prima volta che Akamai lega un warrant a un accordo cloud. La struttura ricorda quella usata da AMD con OpenAI lo scorso anno, ma con il flusso invertito: è il cliente, non il fornitore, a ricevere la partecipazione azionaria.
Per far fronte all’accordo, Akamai prevede circa 5,5 miliardi di dollari in spese in conto capitale, più 1,7 miliardi aggiuntivi entro fine 2026 per pre-acquistare componenti critici come memoria. Il deal si aggiunge a oltre 2,8 miliardi in impegni pluriennali già firmati con altri clienti nel corso dell’anno. La reazione dei mercati è stata immediata: il titolo Akamai ha guadagnato oltre il 20% nelle contrattazioni after-hours dopo l’annuncio. La società ha tuttavia chiarito che non si aspetta ricavi dal contratto nell’anno in corso.
Il contesto in cui nasce questa operazione è quello di una corsa alla capacità computazionale senza freni visibili. In undici mesi, Anthropic ha chiuso accordi per oltre 517 miliardi di dollari in computing, stando a quanto riportato. Solo ad agosto aveva firmato con Nscale un contratto da 45 miliardi. Questo ritmo di spesa riflette una scommessa sul futuro: sia Anthropic che OpenAI stanno vincolando capacità in base a proiezioni di ricavi, non a ricavi già realizzati. Il CEO Dario Amodei aveva avvertito a dicembre 2025 che un errore anche piccolo nelle stime potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza dell’azienda.
Il dato sulle perdite rafforza quella preoccupazione: Anthropic ha registrato 4,6 miliardi di ricavi nell’ultimo anno, ma una perdita da 42 miliardi. La traiettoria verso la profittabilità resta lontana, e ogni nuovo contratto da miliardi — per quanto strategico — aggiunge pressione al modello finanziario. Se la domanda di agenti AI crescerà come previsto, l’infrastruttura CPU di Akamai potrà rivelarsi una scelta lungimirante. Se i ricavi deluderanno, l’esposizione sarà enorme per entrambe le parti.













