Musk perde contro OpenAI: la giuria decide in meno di due ore

Una giuria federale di Oakland ha respinto all'unanimità tutte le accuse di Elon Musk contro OpenAI e il suo CEO Sam Altman: il verdetto, arrivato in meno di novanta minuti, apre la strada alla quotazione in borsa dell'azienda creatrice di ChatGPT.

Finanza - Legal 19 mag 2026

2 min.

Musk perde contro OpenAI: la giuria decide in meno di due ore

Elon Musk ha perso la sua battaglia legale contro OpenAI. Lunedì 19 maggio 2026, una giuria federale di nove persone riunita a Oakland, in California, ha respinto all’unanimità tutte le accuse che il fondatore di Tesla aveva mosso contro l’azienda creatrice di ChatGPT, contro il suo CEO Sam Altman e contro il presidente Greg Brockman. Deliberazione durata meno di novanta minuti, dopo tre settimane di udienza e undici giorni di testimonianze. La giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha fatto proprie le conclusioni della giuria in meno di venti minuti, archiviando il caso.

Il motivo tecnico del verdetto è uno solo: Musk ha presentato il ricorso troppo tardi. La giuria ha stabilito che la causa, depositata nel febbraio 2024, superava i termini previsti dalla legge californiana sulla prescrizione. I giurati hanno accertato che Musk era già a conoscenza dei comportamenti contestati almeno dal 2021, tre anni prima di agire in giudizio. Con questa base, la giudice Rogers ha archiviato anche le accuse contro Microsoft, che Musk aveva trascinato in causa per i suoi investimenti in OpenAI, arrivati complessivamente a 13 miliardi di dollari. Le richieste originarie erano enormi: oltre 130 miliardi di dollari da restituire al ramo non-profit, la rimozione di Altman e Brockman dalla guida dell’azienda, e lo smantellamento della struttura societaria a scopo di lucro costruita dal 2019 in poi.

La storia di questa rottura risale al 2015, quando OpenAI nacque come fondazione senza scopo di lucro con l’obiettivo di sviluppare l’intelligenza artificiale per il bene dell’umanità. Musk contribuì con 38 milioni di dollari nei primi anni. Nel 2017, i fondatori decisero che senza un braccio commerciale l’azienda non avrebbe retto la competizione con i giganti del settore. Musk lasciò il consiglio di amministrazione nel 2018, dopo che i suoi tentativi di ottenere il controllo operativo della società furono respinti. Gli avvocati di OpenAI hanno sostenuto durante il processo che Musk sapeva bene della svolta commerciale — e in alcuni casi la aveva incoraggiata — ma aspettò di lanciare la causa solo dopo aver fondato la propria società di intelligenza artificiale, xAI, nel 2023. La lettura della difesa è stata netta: non una questione di principio, ma un tentativo di ostacolare un concorrente. “The finding of the jury confirms that what this lawsuit was was a hypocritical attempt to sabotage a competitor”, ha dichiarato fuori dal tribunale William Savitt, avvocato di OpenAI.

Musk non ha accettato il verdetto in silenzio. Su X ha scritto che la giudice e i giurati non si sono mai pronunciati sul merito della vicenda, ma solo su una questione di calendari. Ha annunciato ricorso alla Corte d’Appello del Nono Circuito. Il suo avvocato principale, Marc Toberoff, ha definito la sentenza “a travesty”. Sul piano giuridico, però, il tema del prescritto è definitivo in primo grado: il merito della trasformazione societaria di OpenAI non è stato toccato, né in un senso né nell’altro. Questo aspetto potrebbe riaprirsi in appello solo se Musk riuscisse a convincere i giudici superiori che la decorrenza dei termini andava calcolata diversamente.

Le conseguenze più immediate riguardano i piani di quotazione in borsa di OpenAI. L’azienda, valutata attorno agli 852 miliardi di dollari dopo un round di finanziamento da 122 miliardi di marzo, punta a presentare domanda alla SEC nella seconda metà del 2026. Banche come Goldman Sachs, JPMorgan e Morgan Stanley sono già in trattativa per gestire l’operazione. Se andasse in porto, sarebbe una delle quotazioni più grandi della storia di Wall Street — per confronto, il record attuale appartiene ad Alibaba, che debuttò nel 2014 con una valutazione di 169 miliardi. La direttrice finanziaria Sarah Friar ha però indicato che il 2027 potrebbe essere un calendario più realistico, considerando un fabbisogno di liquidità che secondo PitchBook potrebbe arrivare a 57 miliardi di dollari all’anno entro il 2027 e un percorso verso la redditività previsto non prima del 2030. Il verdetto di Oakland toglie un ostacolo, ma non risolve i nodi strutturali che un’offerta pubblica dovrà affrontare.


Articoli simili

Ultime news


IPO AI da mille miliardi: Anthropic sfida OpenAI sui mercati

Anthropic ha depositato in modo riservato la documentazione per un'IPO…

IPO AI da mille miliardi: Anthropic sfida OpenAI sui mercati
Salesforce acquisirà l’azienda di agenti AI Fin per circa 3,6 miliardi di dollari

La mossa si inserisce in una serie di acquisizioni aggressive…

Salesforce acquisirà l’azienda di agenti AI Fin per circa 3,6 miliardi di dollari

In Evidenza


Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo
Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026