Una maglietta bianca e una frase provocatoria hanno trasformato una fotografia in un caso di disinformazione. Dopo la notizia della richiesta di divorzio di Mia Goth da Shia LaBeouf, su Instagram è comparsa un’immagine dell’attrice con la scritta «My ex is my biggest fan», cioè «Il mio ex è il mio più grande fan», accompagnata da «Single Ladies (Put a Ring on It)» di Beyoncé. Il messaggio sembrava una frecciata all’ex marito e il tempismo l’ha resa virale. Ma la fotografia non era autentica, secondo il team dell’attrice era stata generata con l’intelligenza artificiale. Goth non aveva pubblicato quel contenuto né affidato ai social una dichiarazione sulla fine della relazione.
L’immagine è stata condivisa l’8 ottobre dall’account Instagram @miagoth_, pochi giorni dopo il deposito della richiesta di divorzio, presentata il 6 ottobre a Los Angeles. La pagina si descriveva come fan account, ma aveva la spunta blu e circa un milione di follower. Il post ha raccolto centinaia di migliaia di interazioni ed è stato ripreso da siti di intrattenimento, fra cui People e OK!, come se fosse una fotografia pubblicata direttamente dall’attrice. Il caso mostra come una falsificazione possa guadagnare credibilità quando si lega a una vicenda reale e conferma ciò che il pubblico si aspetta di vedere.
A chiarire la situazione è stata Christine Tripicchio, rappresentante di Goth, che ha spiegato a The Verge che l’attrice non possiede e non utilizza account social. Il suo team, ha riferito, aveva già presentato più segnalazioni a Instagram per chiedere la rimozione della pagina e delle immagini contraffatte. Tripicchio ha definito «sconcertante» che un account di fan potesse ottenere la spunta blu e «incomprensibile» la diffusione di immagini manipolate invece della tutela dell’identità dell’attrice. La critica riguarda quindi anche la capacità delle piattaforme di intervenire quando vengono segnalati contenuti ingannevoli.
Meta, proprietaria di Instagram, ha dichiarato a The Verge che l’account è stato rimosso per impersonificazione di una figura pubblica. La pagina era indicata come fan account, ma il badge blu poteva essere scambiato per un segno di autenticità. Da quando Meta ha introdotto un programma a pagamento per la verifica, la spunta non garantisce necessariamente che un profilo sia gestito dalla persona raffigurata. Può attestare lo status dell’account senza certificare che sia il canale ufficiale della celebrità. La distinzione è poco intuitiva quando nome e follower sembrano confermare l’identità.
La vicenda mette in luce una lacuna nelle regole sui contenuti generati dall’AI. Meta applica etichette a determinati contenuti modificati con strumenti automatici, ma non richiede sempre un’indicazione specifica per le immagini statiche generate dall’AI. Una fotografia realistica può così circolare senza avvisi e finire in articoli che la trattano come vera. Non è la prima volta che volti noti denunciano l’uso non autorizzato della propria immagine o voce. Nel 2024 Scarlett Johansson contestò una voce di ChatGPT che riteneva simile alla sua, mentre immagini AI di Taylor Swift alimentarono timori sulla disinformazione. La tecnologia rende più semplice fabbricare contenuti credibili, mentre verificarli richiede tempo e fonti affidabili.
Il caso di Mia Goth non cambia i fatti relativi alla separazione, ma dimostra quanto facilmente un contenuto inventato possa essere scambiato per una dichiarazione personale. La domanda di divorzio è reale; la presunta frecciata all’ex marito, invece, non proveniva dall’attrice. Un’immagine falsa può influenzare la reputazione e orientare la narrazione mediatica. Per chi legge, è importante controllare la fonte originale, verificare se il profilo sia ufficiale e cercare conferme indipendenti prima di condividere. Per le piattaforme, la sfida è rendere più chiari i segnali di autenticità e rispondere alle segnalazioni. Nell’era dell’AI generativa, una foto convincente non è più una prova sufficiente.

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Le autorità hanno dovuto diffondere avvisi per interrompere la condivisione…













