Meta ha ufficialmente svelato due nuovi modelli di occhiali smart, i Ray-Ban Meta Blayzer e Scriber, con una mossa che sposta l’asse della tecnologia indossabile verso il mercato dell’ottica tradizionale. Presentati il 31 marzo 2026, questi dispositivi sono stati progettati specificamente per chi necessita di lenti correttive. Grazie alla partnership con EssilorLuxottica, i nuovi modelli integrano funzionalità di intelligenza artificiale avanzate in montature più ergonomiche, dotate di cerniere sovraestendibili e naselli regolabili. L’obiettivo è trasformare un dispositivo tecnologico in un accessorio quotidiano indispensabile per i miliardi di persone che già indossano occhiali da vista.
Dal punto di vista tecnico, i nuovi modelli si presentano come una scelta pragmatica. Pur privi di display integrato, offrono un’integrazione profonda con l’AI di Meta e supportano lo standard Wi-Fi 6 per una gestione dei dati più fluida. Secondo i dati di mercato, Meta domina già il settore con circa il 76% delle spedizioni globali di smart glasses, avendo venduto oltre 7 milioni di unità solo nel 2025. Mark Zuckerberg ha recentemente ribadito la sua visione durante una chiamata con gli investitori: “È difficile immaginare un mondo, tra qualche anno, in cui la maggior parte degli occhiali indossati dalle persone non siano occhiali AI”. Per il CEO di Meta, non averli significherà trovarsi in uno stato di “svantaggio cognitivo” rispetto a chi sfrutta l’assistenza AI in tempo reale.
Il lancio commerciale è previsto per il 14 aprile 2026, con un prezzo di partenza di 499 dollari. La distribuzione non avverrà solo online, ma capillarmente attraverso i negozi di ottica, segnando il definitivo passaggio degli smart glasses da gadget per appassionati a strumento correttivo aumentato. Mentre concorrenti come Apple e Google accelerano i propri progetti, Meta ed EssilorLuxottica valutano già di raddoppiare la produzione a 20 milioni di pezzi entro la fine dell’anno. La sfida resta però aperta sul fronte della privacy. Diverse autorità garanti infatti, inclusa quella del Regno Unito, hanno avviato indagini sull’uso dei dati catturati dalle fotocamere integrate, un tema che accompagnerà inevitabilmente l’adozione di massa di questa tecnologia in futuro.

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