La Casa Bianca ha lanciato un’accusa senza precedenti nei confronti della Cina. Entità legate a Pechino starebbero sottraendo su scala industriale alcune tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate negli Stati Uniti.
A firmare il dossier è Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio per la scienza e la tecnologia della Casa Bianca, che in un memo pubblicato giovedì ha parlato di campagne deliberate e su larga scala per copiare i sistemi AI di frontiera statunitensi, condotte attraverso decine di migliaia di account proxy e tecniche di aggiramento dei sistemi di sicurezza per estrarre informazioni proprietarie. La tecnica al centro delle accuse è nota come distillazione e consiste nell’interrogare modelli proprietari milioni di volte tramite API, costruendo così dataset capaci di replicarne il comportamento.
Sia OpenAI che Anthropic hanno dichiarato nei mesi scorsi che aziende cinesi, tra cui DeepSeek, Moonshot AI e MiniMax, erano dietro attacchi di distillazione su larga scala nei confronti dei loro modelli. Il risultato è la produzione di modelli che non raggiungono le prestazioni degli originali, ma che consentono agli attori stranieri di rilasciare prodotti apparentemente comparabili, a una frazione del costo.
Secondo un recente rapporto dello Stanford Human-Centered AI Institute, il divario tra Stati Uniti e Cina nelle prestazioni dei migliori modelli AI si è “di fatto azzerato”. Nel frattempo l’amministrazione Trump ha annunciato l’intenzione di coordinarsi con le aziende AI statunitensi per identificare le attività sospette e punire i responsabili, il tutto a poche settimane dal summit tra Trump eXi Jinping, previsto a Pechino il 14 maggio.

Corsa all'AI, la Cina viaggia più veloce degli USA e il sorpasso è in vista. L'Europa? Irrilevante
Sono le conclusioni del Stanford AI Index Report 2026, che…














