Google ha compiuto un’inversione straordinaria nel mercato dell’intelligenza artificiale, passando, secondo la percezione di Wall Street, da una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti a leader del settore. Il cambio di passo è arrivato dopo la presentazione dei risultati del quarto trimestre e il lancio del modello Gemini 3, che ha conquistato utenti e investitori. La società madre Alphabet ha infatti dimostrato che gli investimenti nell’AI stanno finalmente producendo ritorni economici concreti in tutta l’azienda, un risultato che la distingue dai rivali.
I numeri parlano chiaro: l’app Google Gemini ha superato i 750 milioni di utenti attivi mensili a fine dicembre, in crescita dai 650 milioni del trimestre precedente. Nonostante resti dietro a ChatGPT di OpenAI, il CEO Sundar Pichai ha sottolineato un “engagement significativamente più alto per utente” dopo il lancio di Gemini 3.
Sul fronte enterprise, Gemini ha raggiunto 8 milioni di licenze a pagamento, mentre il cloud computing ha registrato una crescita del 48% nel trimestre. Per finanziare questa espansione, Alphabet prevede di raddoppiare la spesa in capitale tra 175 e 185 miliardi di dollari nel 2026, un investimento massiccio che inizialmente ha allarmato i mercati ma che è stato poi accolto positivamente.
Il mercato sta chiaramente favorendo Google rispetto a OpenAI, secondo gli analisti. Le azioni di Oracle e Microsoft, fortemente legate a OpenAI, hanno perso rispettivamente il 49% e oltre il 20% da ottobre, mentre Alphabet è salita del 36%. Il messaggio di Wall Street è chiaro: la spesa in AI può continuare solo se produce risultati finanziari concreti, e Google sta dimostrando di saperlo fare.

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