Intel, il colosso statunitense dei semiconduttori, ha annunciato ufficialmente il suo ingresso nel progetto Terafab, la mega-fabbrica di chip per l’intelligenza artificiale lanciata a marzo da Musk insieme a Tesla, SpaceX e xAI. L’obiettivo del progetto è produrre un terawatt di potenza di calcolo all’anno, con un investimento iniziale stimato tra i 20 e i 25 miliardi di dollari. La struttura sorgerà nel campus nord di Giga Texas, ad Austin, in un edificio che dovrebbe superare per dimensioni la stessa Giga Texas, già tra i più grandi al mondo.
Il CEO di Intel Lip-Bu Tan ha salutato l’accordo con entusiasmo, affermando che Terafab rappresenta “un cambio di passo nel modo in cui la logica del silicio, la memoria e il packaging verranno realizzati in futuro”. Terafab punta a produrre due categorie di processori: uno ottimizzato per i sistemi di guida autonoma di Tesla e per i robot umanoidi Optimus, l’altro progettato per resistere all’ambiente spaziale, a supporto dei satelliti di SpaceX e dei data center orbitali di xAI.
Le azioni Intel sono salite di oltre il 3% dopo la notizia, segno che Wall Street scommette sul rilancio dell’azienda. Gil Luria, analista della società di servizi finanziari D.A. Davidson, ha definito la partnership con Tesla un “passo importante” nella riorganizzazione del produttore di chip, sottolineando che “Intel deve dimostrare di poter supportare i clienti più importanti nei loro progetti più rilevanti”. Tuttavia, raggiungere la piena capacità operativa prevista da Terafab richiederebbe di trattare circa un milione di wafer al mese, un volume pari a circa il 70% dell’intera produzione globale attuale di TSMC, corrispondente ad un traguardo che molti analisti considerano ai limiti del realizzabile, almeno nel breve periodo.

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