Il 25 maggio il mondo cattolico, e non solo, avrà tra le mani un documento destinato a fare storia. Papa Leone XIV pubblicherà la sua prima enciclica, intitolata Magnifica Humanitas, dedicata interamente alla “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
Il titolo, in latino, significa “Magnifica Umanità”, una scelta tutt’altro che casuale, che rivela già l’intenzione del Pontefice di mettere al centro del dibattito globale sull’AI non la tecnologia, ma l’essere umano. Il documento è stato firmato il 15 maggio, nel 135° anniversario della Rerum Novarum di Papa Leone XIII, l’enciclica che nel 1891 affrontò le trasformazioni sociali della prima rivoluzione industriale. Il parallelo è evidente e voluto. Allora si trattava di fabbriche e operai, oggi di algoritmi e lavoratori digitali. L’AI, secondo quanto anticipato, deve essere uno strumento a tutela dell’essere umano, che non deve essere sacrificato in nome del progresso.
Leone XIV è il primo papa statunitense e un ex studente di matematica. Da quando è stato eletto nel maggio 2025, ha affrontato il tema dell’AI in modo sistematico e ricorrente, tanto che la rivista Time lo ha incluso nella lista delle persone più influenti al mondo nel campo dell’AI nel 2025. Non è dunque un papa che parla di tecnologia dall’esterno, ma uno che la conosce, e ne comprende le implicazioni profonde. Ha avvertito i sacerdoti di non usare i chatbot per scrivere le omelie, ha detto ai ragazzi di usare l’AI in modo da poter ancora pensare autonomamente se domani scomparisse, e ha ricordato a legislatori di 68 Paesi che l’AI è uno strumento al servizio dell’uomo, non un suo sostituto. Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Leone XIV ha scritto che “visi e voci sono sacri” e che la sfida posta dall’AI “non è tecnologica, ma antropologica”.
La presentazione dell’enciclica sarà essa stessa un fatto storico. Per la prima volta nella storia, un Papa interverrà di persona alla presentazione di una sua enciclica. L’appuntamento è fissato alle 11.30 nell’Aula del Sinodo in Vaticano. Ma ciò che colpisce ancora di più è la lista dei relatori. Accanto ai cardinali Fernández e Czerny e a teologhe di rilievo internazionale, siederà al tavolo Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’AI. La presenza di uno dei massimi esperti mondiali di AI safety al fianco del Papa non è un dettaglio simbolico, ma il segnale che questa enciclica vuole aprire un dialogo reale tra etica, fede e tecnologia.
La pubblicazione potrebbe diventare un nuovo punto di attrito con l’amministrazione Trump, che ha fatto dello sviluppo rapido dell’AI, soprattutto in ambito militare, una priorità strategica nazionale, rifiutando gli sforzi internazionali per regolamentarla. Il 25 maggio, dunque, non sarà solo un giorno per i cattolici, ma una data da segnare per chiunque si interroghi sul futuro dell’AI e dell’umanità.

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