Non Silicon Valley, ma Brianza. A Meda, nel cuore di uno dei territori italiani a maggiore vocazione imprenditoriale, è nata Igor, l’intelligenza artificiale per le imprese sviluppata dalla software house Enplin e presentata ufficialmente il 30 ottobre 2026, in coincidenza con i 30 anni di attività dell’azienda fondata nel 1996 dai fratelli Marco e Matteo Martinoli. Un progetto piccolo nel numero, con uno staff di sole otto persone, ma ambizioso nella visione, perché punta a portare l’AI generativa dentro le aziende italiane senza dover dipendere dai grandi colossi tecnologici d’oltreoceano.
Igor non vuole competere con i modelli generalisti come ChatGPT, Gemini o Claude. La differenza sta nell’addestramento, perché il sistema è addestrato solo sulle informazioni di ciascuna azienda, ovvero cataloghi, schede tecniche, documenti, contratti, listini, informazioni commerciali e dati gestionali. Il risultato, spiegano i fratelli Martinoli, è una sorta di commesso virtuale che risponde alle domande di chi lavora in azienda o di chi naviga sul sito, proponendo i prodotti e le informazioni più adatte alle esigenze. L’obiettivo dichiarato è semplice, e cioè far risparmiare tempo, migliorare l’organizzazione del lavoro e aiutare le aziende a prendere decisioni più rapidamente, valorizzando le informazioni che già possiedono.
Il tema attorno al quale ruota tutta la scommessa è però la privacy. «Oggi molte imprese utilizzano strumenti di intelligenza artificiale senza avere sempre piena consapevolezza di dove vengano elaborate le informazioni inserite», osservano i fondatori. Igor è stato infatti progettato per offrire alle aziende un maggiore controllo sul proprio patrimonio informativo, anche attraverso soluzioni che consentono di gestire dati e documenti senza doverli necessariamente trasferire a servizi esterni. Un tema, quello della riservatezza dei dati aziendali, che è diventato uno degli argomenti centrali del dibattito pubblico sull’AI dopo l’entrata in vigore dell’AI Act europeo.
Alla presentazione, svoltasi nella sede di Enplin in via Solferino, hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani, l’assessore regionale all’Università e ricerca Alessandro Fermi, i consiglieri Alessia Villa e Fabrizio Figini, oltre al sindaco di Meda e presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio, insieme a vertici e rappresentanti delle associazioni di categoria, di realtà bancarie e del credito cooperativo. Romani ha sottolineato che il progetto arriva a soli tre giorni dall’approvazione, da parte del parlamento lombardo, della prima legge regionale italiana su ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile.
La storia di Enplin racconta bene come si arriva a un prodotto del genere. Nata come azienda di reti informatiche su input del padre Luciano, che aveva una ditta di impianti elettrici, la società è cresciuta insieme al web, dai primi siti internet fino alla prima piattaforma e-commerce nel 2006, passando per virtual tour, scansioni 3D e la prima variante di AI generativa nel 2024. Tra i clienti del passato figura anche il campione olimpico medese Igor Cassina, dal cui nome sembra quasi poter derivare quello del nuovo assistente digitale. «Siamo partiti in due e ora siamo in otto», conclude Marco Martinoli, sottolineando che «questo non è un punto di arrivo», perché la società «punta a implementare i servizi e a crescere ancora».
Resta da capire quanto spazio possa conquistare un approccio così verticale in un mercato dominato dai giganti tecnologici. La scommessa di Enplin è che le imprese italiane, soprattutto le piccole e medie manifatturiere della Brianza, preferiscano un assistente che conosce il listino e i contratti aziendali e che non spedisce i dati sensibili fuori dall’azienda. Se la ricetta funzionasse, Igor potrebbe diventare un piccolo modello per chi crede che il futuro dell’AI applicata passi dalla specializzazione e dalla fiducia, più che dalla potenza di calcolo.

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