IA nei tribunali: 487 errori in un anno, ma i legali non si fermano

Il rapporto 2025 di SurePoint Technologies fotografa un settore legale sotto pressione: l'adozione dell'IA generativa ha superato la soglia del 50% tra gli avvocati americani, ma i tribunali statunitensi hanno documentato 487 errori o allucinazioni prodotti dall'IA, oltre dieci volte il totale dell'anno precedente. Nel frattempo, fusioni tra studi e assunzioni laterali hanno raggiunto i livelli più alti dal dopoguerra pandemico.

Etica - Legal 5 ago 2026

2 min.

IA nei tribunali: 487 errori in un anno, ma i legali non si fermano

Nel 2025 la maggioranza degli avvocati americani usa l’intelligenza artificiale generativa nel proprio lavoro. È la prima volta. Il dato arriva dal 2025 State of the Legal Industry Report di SurePoint Technologies, pubblicato a marzo 2026, e racconta un settore che cambia più in fretta di quanto riesca a gestire. Perché accanto all’adozione record c’è un altro numero, più scomodo: i tribunali statunitensi hanno documentato 487 errori o allucinazioni prodotti da sistemi IA nel corso del 2025, un dato che supera di oltre dieci volte il totale dell’anno precedente.

Il 63% degli studi di medie dimensioni ha adottato formalmente l’IA generativa, con Microsoft Copilot come strumento più diffuso. Ma l’81% dei responsabili degli stessi studi dichiara di avere preoccupazioni interne sulla affidabilità della tecnologia. È una contraddizione che non si risolve facilmente: il 94% degli intervistati prevede che l’IA aumenterà i ricavi e migliorerà il servizio ai clienti, eppure i cambiamenti strutturali attesi tardano a materializzarsi. Si adotta, si teme, si va avanti lo stesso.

Il mercato del lavoro legale ha registrato numeri altrettanto significativi. Nel 2025 sono stati effettuati 28.659 passaggi laterali tra studi, con il settore specializzato nell’IA che ha visto crescere le assunzioni laterali di associate del 106%, il tasso più alto tra tutte le specializzazioni. Le promozioni a partner sono aumentate del 50% rispetto all’anno precedente, la classe di nuovi partner più grande mai registrata. Il dato che colpisce è la composizione: i laterali rappresentano oggi il 70% di tutti i nuovi partner, quasi il doppio rispetto a dieci anni fa. Il modello tradizionale di formazione interna dei partner è, nei fatti, in via di superamento.

Le fusioni tra studi hanno accelerato: 59 operazioni completate nel 2025, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Due terzi degli studi coinvolti erano fuori dalla classifica Am Law 200, il che significa che la spinta alla consolidazione non riguarda più solo il segmento dei grandi studi internazionali. Le realtà medio-piccole si aggregano per tenere il passo con la concorrenza, attrarre talenti e ammortizzare i costi della tecnologia. Il punto di pressione è lo stesso per tutti: crescere o restare indietro.

Gli errori IA registrati nei tribunali sono il segnale più concreto delle tensioni in gioco. Documenti citati male, precedenti giuridici inventati, argomentazioni basate su fonti inesistenti: le allucinazioni dei modelli generativi hanno già prodotto conseguenze nelle aule di giustizia. Il salto da meno di 50 casi nel 2024 a 487 nel 2025 non è attribuibile a una singola causa, ma riflette l’accelerazione nell’uso degli strumenti senza una governance adeguata. Il problema non è l’IA in sé, ma l’assenza di protocolli di verifica prima che i testi generati vengano depositati come atti ufficiali.

Il 2026 dirà se il settore legale è capace di colmare questo divario. La pressione competitiva spinge verso l’adozione rapida, ma la natura della professione — dove un errore può costare una causa o la reputazione di uno studio — chiede qualcosa di diverso dalla semplice velocità. Gli studi che costruiranno processi di revisione umana strutturati attorno agli strumenti IA avranno un vantaggio reale. Quelli che useranno la tecnologia come scorciatoia, prima o poi, troveranno un giudice ad aspettarli.


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