Jensen Huang ha dichiarato che Nvidia ha raggiunto l’intelligenza artificiale generale. Poi, quasi senza pausa, ha detto che il traguardo è “privo di senso”. L’earnings call del 26 agosto 2026 è diventata, in pochi minuti, uno dei momenti più commentati dell’anno nel settore tech.
La dichiarazione è arrivata mentre Huang rispondeva a una domanda sull’AGI, nel contesto delle previsioni di Sam Altman — CEO di OpenAI — che aveva annunciato di poter raggiungere lo stesso obiettivo entro la fine del 2026. Huang non ha esitato: Nvidia ci è già arrivata, ha detto. Ma ha aggiunto subito che tali traguardi sono arbitrari, perché non esiste una definizione condivisa di cosa sia davvero l’AGI. Il punto non era sminuire il concetto: era svuotarlo. Se nessuno sa con precisione cosa significhi “intelligenza artificiale generale”, allora chiunque può dichiarare di averla raggiunta, e chiunque può farlo con uguale credibilità — o uguale vaghezza.
Non è la prima volta. A marzo 2026, durante una puntata del podcast di Lex Fridman, Huang aveva già detto “I think we’ve achieved AGI.” Allora come adesso, la dichiarazione era accompagnata da un caveat: la parola “AGI” cambia significato a seconda di chi la usa e quando. Quello che Nvidia intende per AGI — sistemi capaci di operare su più domini, di ragionare e apprendere — è già realtà nei suoi prodotti e nella sua infrastruttura di calcolo. Ma questa è una posizione strategica oltre che tecnica. Huang sa che il termine ha un peso enorme nell’immaginario pubblico, e usarlo — anche per relativizzarlo — mantiene Nvidia al centro del dibattito.
La settimana è stata densa anche sul fronte degli affari. Nvidia ha annunciato che investirà altri 18 miliardi di dollari nel corso dell’anno fiscale in corso, continuando una serie di deal avviata in agosto. La pressione competitiva è concreta: Amazon, Google e Microsoft stanno sviluppando chip proprietari, riducendo la dipendenza dall’hardware Nvidia. La risposta dell’azienda è espandersi prima che il perimetro si restringa, distribuendo le scommesse su più fronti anziché restare agganciata al solo mercato dei chip GPU.
In mezzo a tutto questo, durante un all-hands aziendale, Huang ha ricevuto una telefonata in diretta di Donald Trump. L’interruzione è arrivata poche ore prima che il presidente pubblicasse un messaggio di congratulazioni pubbliche. Il gesto — reale o in parte costruito — sottolinea quanto il rapporto tra la Casa Bianca e i vertici del settore AI sia diventato parte integrante della comunicazione di queste aziende. Huang è entrato nella sua fase da personaggio pubblico: presenza sui social, dichiarazioni a effetto, telefonate presidenziali in diretta. Il confine tra CEO e figura mediatica si è assottigliato.
Quel che resta, al netto della retorica, è una domanda concreta: se l’AGI è già qui ma non si può definire, che valore ha il traguardo? Forse nessuno, come dice Huang. O forse il valore è tutto nella narrazione, che guida investimenti, regolamentazioni e aspettative. In questo senso, Nvidia ha già vinto — non perché abbia raggiunto l’AGI, ma perché è lei a decidere i termini del dibattito.
