Gli Emirati Arabi Uniti vogliono che metà del loro governo prenda decisioni autonome. Il piano è concreto: trasformare il 50% dei settori, dei servizi e delle operazioni federali adottando modelli di AI agentiva entro due anni. L’obiettivo dichiarato è diventare il primo paese al mondo a dispiegare questa tecnologia su scala governativa reale. Non un progetto pilota, non una sperimentazione. Una scadenza precisa, con ministri e direttori generali direttamente responsabili dell’attuazione.
L’AI agentiva è qualcosa di diverso dai chatbot o dagli assistenti che suggeriscono risposte. Questi sistemi analizzano dati, prendono decisioni e portano a termine compiti dall’inizio alla fine, con un intervento umano ridotto al minimo. In un contesto pubblico, significa approvazioni di permessi senza code, servizi che si adattano in tempo reale alla domanda, gestione automatizzata di pratiche burocratiche complesse. Il governo di Abu Dhabi non sta descrivendo una visione: sta già formando i funzionari per avviare i primi cicli operativi da 90 giorni ciascuno, con enti federali tenuti a identificare processi concreti da riprogettare attorno a questi sistemi. Più di 300 funzionari provenienti da 50 enti hanno partecipato al primo workshop a Dubai. Il secondo ciclo è già partito, con oltre 100 dirigenti federali coinvolti.
Il progetto si chiama UAE Government 4.0 e si articola su cinque filoni: operazioni istituzionali, lavoro strategico, servizi al cittadino, tecnologia e dati, formazione del personale. Sul piano tecnico, l’infrastruttura centrale è il National AI Gateway, un punto di accesso unificato e sicuro attraverso cui ogni ente federale potrà usare modelli commerciali o open source ospitati su infrastruttura sovrana degli Emirati. Non ci sarà dipendenza da un solo fornitore. Nuovi modelli potranno essere aggiunti nel tempo. L’architettura è pensata per durare, non per rispondere a un annuncio.
Gli Emirati costruiscono su una base di quasi un decennio. Nel 2017 furono il primo paese al mondo a nominare un ministro di Stato per l’intelligenza artificiale e lanciarono la UAE Artificial Intelligence Strategy 2031. Oggi gestiscono già il primo sistema al mondo di monitoraggio delle performance governative basato sull’AI, che traccia oltre 150 milioni di punti dati al mese e produce più di 50.000 indicazioni proattive ogni anno. Ad aprile 2025 il Gabinetto aveva approvato un sistema di intelligenza regolatoria capace di accelerare la redazione di nuove leggi fino al 70%. L’AI agentiva è il livello operativo che connette tutto questo. Non un’aggiunta, una struttura.
L’ambizione non è automatizzare compiti isolati. L’obiettivo esplicito è ridisegnare il modo in cui il lavoro pubblico viene concepito. Le sette aree coperte dal programma strategico includono foresight, governance, competitività globale, performance e innovazione. Tutti i dipendenti federali riceveranno formazione specializzata continua come parte del processo. Il modello che emerge è quello di un’amministrazione in cui l’AI non affianca il funzionario ma gestisce l’esecuzione, mentre il funzionario supervisiona i risultati.
Se il piano reggesse alle scadenze, gli Emirati avrebbero costruito qualcosa che nessun altro governo ha ancora tentato a questa scala. Il rischio reale non è tecnologico: è la capacità delle istituzioni di ridisegnare processi sedimentati in anni di burocrazia analogica. Quell’ultimo passaggio, trasformare la cultura operativa di decine di enti pubblici, è dove si misura la differenza tra un’architettura ambiziosa e un governo che funziona davvero in modo autonomo.














