Alex Bores, ex dirigente di Palantir, membro dell’assemblea generale dello stato di New York e oggi candidato al Congresso per il dodicesimo distretto di New York, sta diventando il simbolo di una battaglia epocale tra chi vuole regolamentare l’intelligenza artificiale e chi, invece, preferisce lasciarla libera da vincoli.
Un grande Political Action Committee noto come Leading the Future, cioè un’organizzazione privata che raccoglie fondi da individui, aziende o altri gruppi per sostenere o contrastare candidati, leggi o iniziative politiche, sostenuto da giganti come OpenAI, Andreessen Horowitz e Palantir ha raccolto 125 milioni di dollari per contrastare candidati come Bores, promotore del RAISE Act, cioè quella legge che impone alle grandi aziende di AI più trasparenza e piani di sicurezza. Solo contro di lui, Leading the Future ha promesso di spendere 10 milioni di dollari in campagne negative, accusandolo di aver “costruito la tecnologia per l’ICE” durante il suo periodo a Palantir. Bores ha replicato: “Hanno paura di me perché voglio che l’AI serva tutti, non solo pochi miliardari”.
Bores, uno dei pochi politici con un formazione tecnica accertata in ambito informatico, propone un piano nazionale per test indipendenti sui modelli di AI, con meccanismi di responsabilità per i danni causati e regole chiare sui dati di addestramento. “L’innovazione non deve significare assenza di regole”, ha dichiarato a NBC News, presentando un documento di 43 proposte per un’AI sicura e inclusiva. Ma la Silicon Valley la pensa diversamente. Per Leading the Future, ogni regolamentazione statale rappresenta un ostacolo. “Vogliono intimidire chiunque osi metterli in discussione”, denuncia Bores, mentre un altro PAC pro-regolazione, Public First Action, sostenuto da Anthropic, spende 450.000 dollari per sostenerlo.
La corsa di Bores è solo l’inizio di una guerra elettorale che vedrà centinaia di milioni di dollari investiti per influenzare le elezioni di medio termine. Meta ha già versato 65 milioni in due super PAC per candidati contrari ad una maggiore regolamentazione dell’AI, mentre OpenAI e Anthropic si sfidano indirettamente attraverso i loro alleati politici.
“Questa non è una discussione, è una minaccia: vogliono comprare il silenzio dei politici”, avverte Bores. Intanto, il suo distretto è diventato un laboratorio dove si deciderà o meno se l’AI sarà governata da regole condivise. “La maggior parte degli americani vuole un futuro dove la tecnologia aiuti tutti, non solo i miliardari”, ha commentato Bores.
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