ChatGPT ha raggiunto il miliardo di utenti attivi mensili a maggio 2026, circa tre anni dopo il lancio. È l’app più rapida di sempre a toccare questo traguardo, secondo le stime della società di market intelligence Sensor Tower. Un record che nessun altro prodotto consumer aveva mai avvicinato a questa velocità.
Per capire la portata del dato basta guardare i paragoni. TikTok ci aveva messo circa sei anni. Google Maps, YouTube, Instagram e Messenger tra i cinque e gli otto. ChatGPT ha fatto la metà del tempo. L’app per iOS è arrivata a maggio 2023, prima solo negli Stati Uniti, poi espansa globalmente con l’aggiunta di Android. In meno di trentasei mesi, un miliardo di persone nel mondo la usano almeno una volta al mese. La crescita anno su anno nel secondo trimestre 2026 si attesta al 62%. Vale comunque una precisazione: il miliardo è una stima di Sensor Tower, non una cifra certificata da OpenAI, e conta solo gli utenti dell’app mobile, escludendo web e API. L’utilizzo reale è quindi probabilmente più alto, ma non verificabile in modo indipendente.
Due dinamiche spiegano questa traiettoria. La prima è strutturale: ChatGPT è arrivato quando smartphone e connettività erano già ubiqui, senza dover aspettare che l’infrastruttura maturasse. La seconda è che il prodotto ha intercettato un bisogno immediato e trasversale, non di una nicchia. Il 70% dell’utilizzo è personale, non professionale, e quasi la metà delle query riguarda domande generali, consigli, spiegazioni. Non è un tool da sviluppatori: è diventato uno strumento quotidiano per categorie di utenti che non avevano mai adottato un prodotto tech con questa velocità. I ricavi da app mobile confermano la traiettoria: 2,5 miliardi di dollari spesi dagli utenti consumer solo nel 2025, un ritmo che supera quello di TikTok e delle principali piattaforme streaming a parità di scala.
Il traguardo arriva però in un momento in cui la competizione si stringe. Claude di Anthropic conta 56 milioni di utenti attivi mensili, una frazione del totale di ChatGPT, ma cresce al 640% anno su anno contro il 62% di OpenAI. Sensor Tower ha rilevato che gli utenti americani che hanno installato Claude nel primo trimestre 2026 hanno poi trascorso il 5% di tempo in meno su ChatGPT nel mese successivo rispetto alla media degli otto mesi precedenti. Non è un crollo, ma è il primo segnale concreto di cannibalizzazione dell’engagement. Gemini di Google si avvicina intanto ai 900 milioni di utenti mensili, mentre Grok di xAI si ferma a 50 milioni.
Il contesto finanziario amplifica tutto. Anthropic ha depositato in modo riservato la documentazione per la sua IPO negli Stati Uniti. OpenAI, secondo Reuters, si prepara a fare lo stesso nelle prossime settimane. In questo scenario, metriche come il miliardo di utenti diventano parte del pitch agli investitori istituzionali. Un miliardo di utenti attivi è un numero che apre porte sui mercati pubblici. Ma la domanda che né Sensor Tower né OpenAI hanno ancora risposto è quanti di quei miliardo stiano effettivamente pagando. Gli utenti gratuiti pesano sui costi di inferenza senza generare ricavi diretti. Convertirli in abbonati è la vera sfida operativa che il record da solo non risolve.
Se OpenAI porta a termine la quotazione con questa base utenti come argomento centrale, il mercato dovrà valutare non solo la crescita in volume ma la qualità della monetizzazione. Il confronto con Claude è istruttivo in questo senso: una base più piccola ma con engagement più alto e utenti mediamente più propensi a pagare può valere tanto quanto un miliardo di account poco attivi. Il prossimo anno dirà se il primato di ChatGPT nella massa si traduce anche in un primato nel business.














