ChatGPT, Claude e Grok sono andati offline quasi in contemporanea nella mattinata di giovedì 3 settembre 2026, tra le 10:30 e le 11:00 ET. Tre piattaforme distinte, tre aziende diverse, un’unica finestra di trenta minuti. Su Downdetector sono arrivate oltre 35.000 segnalazioni per ChatGPT, 1.400 per Claude e 1.200 per Grok solo dagli Stati Uniti.
Il guasto di OpenAI ha colpito almeno quindici componenti di ChatGPT: login, ricerca, caricamento file, generazione immagini, modalità vocale, Deep Research e Codex. La pagina di stato dell’azienda ha registrato “elevated errors across ChatGPT and Codex”, con inizio intorno alle 10:58 ET. Un portavoce ha precisato che l’anomalia era un errore di routing partito alle 7:43 PT e che una soluzione era stata applicata entro le 8:17 PT, anche se il ripristino completo ha richiesto più tempo. Su Anthropic, i modelli Claude Opus 4.8 e Opus 5 hanno subito un’interruzione di oltre tre ore, con errori che hanno coinvolto Claude.ai, Claude Code, Claude Cowork e le API. Gli altri modelli sono tornati a funzionare prima. Grok ha confermato problemi sull’app web, su Android, iOS e sull’API in due regioni distinte, senza fornire dettagli tecnici sulla causa.
La domanda che rimane aperta è: perché tutti e tre insieme? La risposta più plausibile punta su Microsoft Azure. Nelle stesse ore, la piattaforma cloud di Microsoft registrava un picco anomalo di segnalazioni di disservizio, e diversi osservatori tecnici hanno ipotizzato che i problemi di Azure abbiano contribuito — o innescato — i guasti sui servizi AI. OpenAI usa Azure come infrastruttura primaria; Claude e Grok si appoggiano anch’essi a provider cloud, con dipendenze che si sovrappongono. La coincidenza temporale è difficile da ignorare, anche se nessuna delle tre aziende ha confermato un nesso causale diretto. Anche Google Gemini ha mostrato anomalie per alcuni sviluppatori e utenti API, pur senza emettere un comunicato ufficiale di outage.
Il disservizio è arrivato in un momento particolarmente visibile per OpenAI: il lancio di GPT-6 Astra, il nuovo modello frontier dell’azienda, era atteso proprio in quei giorni. Un’interruzione di ore su ChatGPT nella finestra del debutto è un contrattempo difficile da ignorare sul piano dell’immagine. Per le imprese che hanno integrato questi modelli nei flussi di lavoro quotidiani — da Codex per la scrittura di codice alle API di Claude per applicazioni di terze parti — il blocco ha avuto conseguenze concrete: pipeline ferme, assistenti digitali irraggiungibili, produttività azzerata per ore.
L’episodio mette in luce una vulnerabilità strutturale che il settore fatica ad affrontare apertamente. Quando tre dei principali servizi AI mondiali si interrompono nello stesso intervallo di tempo, non è solo un problema tecnico isolato: è il segnale che la concentrazione dell’infrastruttura cloud sottostante crea un punto di guasto comune. Le aziende che dipendono da un solo fornitore AI senza un piano alternativo si trovano esposte. La ridondanza — avere un secondo modello o provider pronto a subentrare — non è più una scelta strategica opzionale.














