Le grandi aziende tecnologiche corrono grazie all’intelligenza artificiale, proprio nel momenti in cui i mercati iniziano a chiedere conto dei costi. I risultati del primo trimestre 2026 di Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta Platforms mostrano una crescita robusta, trainata soprattutto dal cloud e dai servizi AI. Microsoft, ad esempio, registra un’accelerazione di Azure intorno al 40%, mentre AWS di Amazon cresce di circa il 25-28%. Alphabet beneficia del boom di Google Cloud, e Meta vede un aumento dei ricavi pubblicitari oltre il 30%, segno che l’AI sta già generando ritorni concreti, soprattutto in chi ha investito prima dei concorrenti.
Dietro questi risultati, però, c’è una corsa agli investimenti senza precedenti. Le quattro aziende prevedono spese complessive in infrastrutture AI nell’ordine dei 600-650 miliardi di dollari nel 2026, destinate soprattutto a data center, chip e reti. Secondo analisti citati da Reuters, si tratta di un cambio di paradigma sostanziale, in cui i colossi stanno reinvestendo gran parte della liquidità per sostenere la domanda di calcolo, sempre più centrale nei modelli di business digitali. Anche Meta, con ricavi trimestrali di oltre 56 miliardi di dollari, ha alzato la propria previsione di spesa fino a 125-145 miliardi, sottolineando come la potenza computazionale sia ormai il vero fattore competitivo.
È proprio questo aumento dei costi a preoccupare gli investitori. Nonostante utili solidi, il mercato teme che la corsa all’AI possa comprimere i margini nel breve periodo. “Gli investitori vogliono prove concrete dei ritorni”, osservano gli analisti, mentre la volatilità cresce attorno ai titoli tech. Le Big Tech stanno quindi vincendo la sfida tecnologica, ma devono ancora convincere i mercati che l’enorme scommessa sull’AI sarà sostenibile anche dal punto di vista finanziario.

L'AI cresce senza precedenti: nei primi tre mesi del 2026 raccolti più investimenti che in tutto il 2025
Più della metà di questi finanziamenti sono coperti dal round…














