Il 15 luglio 2026 la Cyberspace Administration of China ha inserito Apple Intelligence nella sua lista ufficiale di servizi di intelligenza artificiale generativa approvati per la Cina continentale. Un processo durato 22 mesi, avviato quando Apple ha presentato iPhone 16 nel settembre 2024 con la promessa che le funzioni AI sarebbero arrivate in Cina “previo approvazione regolamentare”. La formula è rimasta invariata per quasi due anni. Ora non serve più.
La versione cinese di Apple Intelligence non girerà sui modelli sviluppati internamente da Apple, né si appoggerà a OpenAI come avviene negli Stati Uniti e in altri mercati. Al suo posto, due partner locali: Alibaba, con il modello Qwen come motore linguistico principale, e Baidu, con un ruolo più specifico legato alla ricerca visiva e alle funzionalità di ricerca connesse a internet. Alibaba ha confermato a CNBC che Qwen sarà integrato in Apple Intelligence su iOS, iPadOS, macOS e visionOS per gli utenti in Cina, con capacità che includono comprensione e generazione di testo e immagini. Baidu ha confermato separatamente a TechCrunch il proprio coinvolgimento nello sviluppo delle funzionalità per gli utenti cinesi.
La scelta di affidarsi a due fornitori distinti — Qwen per il livello linguistico, Baidu per la percezione visiva — non è casuale. Apple ha costruito un’architettura dual-supplier che le permette di soddisfare i requisiti regolatori cinesi senza dipendere da un unico interlocutore. Prima di convergere su Alibaba, Apple aveva esplorato accordi con Baidu per il modello principale, poi con ByteDance e DeepSeek. Il modello ERNIE di Baidu non ha superato le valutazioni interne di Apple in termini di prestazioni e protezione della privacy, spingendo Qwen in prima posizione. Per rendere Qwen compatibile con l’hardware esistente, il modello è stato compresso da 54 GB a meno di 4 GB, consentendo l’esecuzione locale su iPhone 15 e successivi.
La Cina obbliga le aziende a registrare i servizi di intelligenza artificiale generativa presso il regolatore prima di renderli disponibili al pubblico, e impone ai soggetti esteri di appoggiarsi a partner locali invece di distribuire modelli propri. Apple si è mossa in un contesto ulteriormente complicato a giugno 2026, quando il Dipartimento della Difesa statunitense ha inserito sia Alibaba che Baidu nella lista delle aziende militari cinesi ai sensi della Sezione 1260H, aggiungendo un’incognita sulla governance della catena di fornitura globale di Apple. Nel frattempo, le azioni di Alibaba quotate negli Stati Uniti sono salite di oltre il 4% alla notizia dell’approvazione.
Il momento è rilevante anche per i conti di Apple. Nel secondo trimestre del 2026, le vendite in Greater China sono cresciute del 28% raggiungendo i 20,5 miliardi di dollari, e Apple ha recuperato la seconda posizione nel mercato degli smartphone cinesi. Tuttavia, l’assenza di Apple Intelligence aveva rappresentato uno svantaggio competitivo concreto rispetto ai produttori locali come Huawei, Xiaomi e Oppo — tutti già approvati dalla CAC nello stesso ciclo regolatorio di luglio. Nessuna data di lancio commerciale è stata comunicata dal regolatore né da Apple, ma un rollout graduale attraverso un aggiornamento software entro la finestra autunnale — in coincidenza con il ciclo iPhone 18 — appare lo scenario più probabile.














