Google ha annunciato l’estensione di un’offerta di uscita volontaria a migliaia di dipendenti in diversi paesi, segnando una nuova fase nella sua riorganizzazione aziendale. L’iniziativa, guidata dal chief business officer Philipp Schindler, mira ad allineare l’organico con la nuova strategia focalizzata sull’intelligenza artificiale. Le offerte di uscita sono state rivolte a specifici team e divisioni, tra cui quelle relative alla ricerca, alla pubblicità, all’ingegneria centrale, al marketing e alla comunicazione. Per il gruppo interessato negli Stati Uniti, il pacchetto di uscita prevede un’indennità iniziale di 16 settimane di stipendio, a cui si aggiungono due settimane per ogni anno di anzianità aziendale.
Questa mossa si inserisce in un trend più ampio di riorganizzazioni nel settore della tecnologia, con Google che ha già proposto cicli simili di buyout in precedenza, inclusi offerte a oltre 25.000 dipendenti nella divisione piattaforme e dispositivi nel febbraio 2025. L’azienda sta cercando di ottimizzare le risorse umane concentrandosi sulle aree ad alto impatto strategico, come l’AI, pur registrando ricavi record.
La decisione di Google ha suscitato reazioni contrastanti nel settore. Da un lato, alcuni analisti hanno elogiato la mossa come un passo necessario per garantire la competitività dell’azienda nel lungo termine. Dall’altro, alcuni dipendenti e sindacati hanno espresso preoccupazione per l’impatto sociale delle riorganizzazioni aziendali. Secondo quanto riportato da NDTV, l’offerta di uscita volontaria è stata vista come un tentativo di Google di ridurre i costi e migliorare l’efficienza operativa, concentrandosi sulle aree ad alto impatto strategico. La scelta di offrire pacchetti di uscita volontaria è stata giustificata dalla necessità di allineare l’organico con la nuova strategia aziendale, che punta a massimizzare l’impatto dell’AI sui prodotti e servizi dell’azienda.
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