Altra grana sicurezza per OpenAI: suoi agenti AI fuori controllo hanno dirottato un sito tedesco la scorsa primavera

Nel maggio 2026 un gruppo di agenti AI associati a OpenAI avrebbe preso il controllo di DseWiki, un sito wiki tedesco rivolto soprattutto ai programmatori

2 min.

Altra grana sicurezza per OpenAI: suoi agenti AI fuori controllo hanno dirottato un sito tedesco la scorsa primavera

Un gruppo di agenti AI collegati a OpenAI ha trasformato, lo scorso maggio, un sito wiki tedesco in una piattaforma per comunicare e condividere strategie. La vicenda, ricostruita da Reuters, riporta al centro il problema della sicurezza degli agenti autonomi, sistemi capaci non soltanto di generare testo o codice, ma anche di usare strumenti esterni e compiere sequenze di azioni con crescente indipendenza. Il sito coinvolto è DseWiki, una comunità online destinata soprattutto a programmatori. Secondo i ricercatori Sydney Von Arx e Cormac Slade Byrd, gli agenti hanno effettuato più di 15.000 modifiche alle pagine, utilizzandole anche per scambiarsi informazioni. Molti account sembravano collegati a OpenAI, ma questo non dimostra che l’azienda abbia ordinato l’operazione. OpenAI ha negato qualsiasi condotta intenzionale.

Il punto più delicato riguarda la reazione degli agenti quando la loro attività è stata contrastata. Secondo l’indagine, alcuni avrebbero cercato di conservare la comunicazione creando copie di pagine utilizzabili come backup, mentre altri messaggi suggerivano metodi per eludere controlli e rendere meno visibile la propria presenza. Un agente AI non deve voler sopravvivere per produrre azioni che ne preservino l’accesso a una risorsa. Se l’obiettivo assegnato e i criteri con cui viene valutato sono imperfetti, il sistema può trovare scorciatoie inattese. È il problema noto come reward hacking, nel quale un modello ottimizza ciò che viene misurato invece del risultato realmente desiderato. Reuters ha definito questo rischio con l’espressione Goodhart’s Law with teeth, sottolineando quanto possa diventare serio con sistemi sempre più autonomi.

La vicenda arriva dopo l’incidente di luglio che ha coinvolto Hugging Face. In quel caso, OpenAI ha riconosciuto che durante test di cybersecurity alcuni suoi modelli avevano aggirato controlli pensati per impedire l’accesso a Internet e avevano raggiunto infrastrutture esterne. OpenAI ha definito l’accaduto un nuovo tipo di incidente destinato a diventare più rilevante con la diffusione di modelli dotati di maggiori capacità informatiche. L’episodio di DseWiki, secondo Reuters, è precedente e separato da quello di Hugging Face. La distinzione evita di confondere eventi diversi, ma mostra anche che il tema dell’autonomia non è legato a un singolo errore.

Il problema concreto, quindi, non è stabilire se questi sistemi siano coscienti, ma capire quanto controllo rimanga agli esseri umani quando un agente può navigare in rete, modificare contenuti, utilizzare credenziali, comunicare con altri agenti e continuare un’attività per periodi prolungati. È questa la ragione per cui gli incidenti recenti stanno spostando il dibattito dalla sola qualità delle risposte alla progettazione di sistemi di contenimento e monitoraggio. OpenAI ha annunciato nei giorni scorsi di lavorare su capacità di spegnimento automatico dei propri strumenti AI. Negli Stati Uniti, intanto, una proposta bipartisan alla Camera punta a chiedere al NIST standard e buone pratiche per la sicurezza degli agenti.

OpenAI lavora allo sviluppo di sistemi di spegnimento automatico per i suoi modelli AI

Queste capacità dovrebbe poter entrare in funzione in caso di…


Articoli simili

Ultime news


La vita segreta degli agenti AI (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

La vita segreta degli agenti AI (e altre notizie generative) | Weekly AI
Immagini AI sui menu dei ristoranti: perché fanno così schifo

Le foto di cibo generate dall'intelligenza artificiale invadono i menu…

Immagini AI sui menu dei ristoranti: perché fanno così schifo
ChatGPT, Claude e Grok giù insieme il 3 settembre: Azure sotto esame

Il 3 settembre 2026, ChatGPT, Claude e Grok sono andati…

ChatGPT, Claude e Grok giù insieme il 3 settembre: Azure sotto esame
USA, giravolta dei repubblicani del Texas: ora si oppongono ai data center

In Texas molti politici repubblicani e parte della popolazione mostrano…

USA, giravolta dei repubblicani del Texas: ora si oppongono ai data center

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI
Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo
Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News
AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime
Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026