Alphabet ricorre al debito per finanziare la sua corsa all’AI e raccoglie 20 miliardi di dollari

La scelta di puntare sul debito piuttosto che sulla liquidità è legata al fabbisogno di capitale per finanziare enormi progetti AI

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Alphabet ricorre al debito per finanziare la sua corsa all’AI e raccoglie 20 miliardi di dollari

Alphabet, la casa madre di Google, ha raccolto 20 miliardi di dollari vendendo obbligazioni societarie in un’operazione che riflette la crescente dipendenza dei giganti tecnologici dai mercati del debito per sostenere i loro ambiziosi piani di investimento nell’intelligenza artificiale.

L’offerta, suddivisa in sette tranche con scadenze fino al 2066, ha visto una domanda eccezionale da parte degli investitori, con ordini che hanno superato i 100 miliardi di dollari, consentendo all’azienda di ottenere finanziamenti a costi relativamente contenuti rispetto ai titoli di stato americani. Oltre all’offerta in dollari, Alphabet sta preparando un’emissione in sterline e in franchi svizzeri che includerà un raro bond con scadenza a 100 anni, un’operazione senza precedenti nel settore tech dagli anni ’90.

La decisione di ricorrere al debito, piuttosto che attingere esclusivamente alla propria liquidità, è legata al fabbisogno di capitali per finanziare progetti colossali. Secondo la stessa Alphabet, la spesa in investimenti per il 2026 potrebbe arrivare fino a 185 miliardi di dollari, più del doppio rispetto all’anno precedente, con l’obiettivo di espandere data center, infrastrutture cloud e capacità di calcolo dedicate all’AI. Questa tendenza non è isolata e altre grandi aziende tecnologiche stanno seguendo la stessa strada, e l’ammontare totale di debiti societari legati a investimenti nell’AI potrebbe raggiungere livelli record nel 2026.

Analisti di mercato osservano che la forte domanda per questi titoli riflette la fiducia degli investitori nella leadership di Alphabet nel campo dell’AI e nella sua capacità di generare reddito a lungo termine. Tuttavia, l’aumento del debito solleva anche dubbi sui rischi finanziari, soprattutto per strumenti come i bond centenari, che espongono chi acquista a incertezze su tassi d’interesse e prospettive economiche future. La mossa di Alphabet evidenzia così il delicato equilibrio tra spinta all’innovazione tecnologica e gestione prudente delle risorse finanziarie in uno dei settori più dinamici dell’economia globale.

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