Secondo il quotidiano The Information OpenAI ha superato i 25 miliardi di dollari di ricavi annualizzati a febbraio 2026, segnando un balzo del 17% rispetto ai 21,4 miliardi registrati a fine 2025. Una crescita che, in pochi anni, ha trasformato quello che era un laboratorio di ricerca no-profit nel colosso tecnologico più noto del pianeta. ChatGPT conta oggi tra gli 800 e i 900 milioni di utenti settimanali, con oltre 50 milioni di abbonati paganti e più di 9 milioni di utenti aziendali.
Come accede per altre società, il vero motore della crescita è il mercato enterprise. OpenAI ha recentemente stretto accordi con le quattro principali società di consulenza globali per portare l’intelligenza artificiale dentro le aziende su scala industriale, andando ben oltre i semplici esperimenti pilota. Chi controlla il mercato enterprise ottiene contratti pluriennali e ricavi ricorrenti, non solo abbonamenti di singoli clienti. In questo segmento la concorrenza si fa sempre più serrata, con Anthropic con Claude, Google con Gemini e Meta con i suoi modelli open source che inseguono da vicino.
Eppure, dietro questi numeri da capogiro, si nasconde un paradosso finanziario. OpenAI prevede di chiudere il 2026 con perdite intorno ai 14 miliardi di dollari, dopo i circa 5 miliardi del 2024 e gli 8 miliardi stimati per il 2025. I costi di infrastruttura, ricerca e addestramento dei modelli crescono insieme ai ricavi. Sebastian Mallaby, economista del Council on Foreign Relations, ha lanciato l’allarme affermando che se la traiettoria delle spese non dovesse invertirsi OpenAI potrebbe esaurire le sue risorse finanziarie entro la metà del 2027.
OpenAI ha raggiunto il suo obiettivo di finanziamento da 110 miliardi di dollari
Si tratta del più grande finanziamento di sempre nel settore…














