L’intelligenza artificiale, per la prima volta, è stata sottoposta a un test di matematica così rigoroso da metterne a nudo i limiti. Il progetto First Proof, promosso da un team internazionale di matematici, ha messo alla prova quattro modelli di AI, tra cui ChatGpt 5.5 Pro di OpenAI, con 10 problemi di ricerca inediti, mai pubblicati prima né su Internet né nella letteratura scientifica. Il risultato? Nessun modello ha superato il test a pieni voti e il migliore, sviluppato dal Politecnico di Zurigo, ha risolto solo 6 quesiti su 10.
ChatGpt si è classificato terzo, mentre l’AI di Princeton, basata su Gemini di Google, è arrivata ultima. A certificare i risultati, 30 matematici che hanno verificato le risposte con criteri rigorosi, come riportato dalla rivista Nature e dal sito ufficiale di First Proof.
Il test rappresenta una pietra miliare per diversi motivi. Innanzitutto, le domande erano del tutto nuove, per evitare che i modelli si limitassero a ripetere informazioni apprese durante l’addestramento. Inoltre, i modelli dovevano essere accessibili al pubblico, il che spiega perché solo OpenAI ha partecipato tra le grandi aziende tech. Due dei quattro modelli testati si basavano comunque su ChatGpt, ma con sistemi di verifica automatica che miglioravano le risposte attraverso scambi ripetuti di messaggi. Secondo Davide Castelvecchi di Nature, questo test è il primo a soddisfare tre condizioni chiave: problemi di livello di ricerca, assenza di dati di addestramento pregressi e valutazione formale da parte di esperti.
Cosa ci dice questo risultato? Che l’AI, nonostante i progressi, fatica ancora a eguagliare l’intuizione umana in ambiti complessi come la matematica avanzata. Come ha spiegato il team dell’ETH, in alcuni casi ai modelli mancava un’idea chiave per arrivare alla soluzione, mentre in altri l’approccio era corretto, ma non sono riusciti a cogliere tutti i dettagli necessari. Kevin Buzzard, matematico dell’Imperial College London, ha sottolineato che l’AI non sta sostituendo l’intuizione umana, ma ridefinendo il modo in cui le domande vengono poste, esplorate e comprese. Insomma, la sfida tra uomo e macchina è ancora aperta, ma per ora la matematica rimane un territorio dove la creatività umana fa la differenza.

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