La frana di Niscemi, un tragico evento che sta segnando profondamente la comunità locale del comune siciliano e non solo, è al centro di un’indagine per disastro colposo che punta a fare luce sulle responsabilità e sulle cause dell’evento. Per la prima volta, la procura di Gela ha deciso di affidarsi all’intelligenza artificiale per analizzare trent’anni di documenti e dati raccolti dal 1997, anno dell’ultima frana, fino ad oggi. Questo approccio innovativo mira a superare la lentezza e le difficoltà umane nella gestione di una mole enorme di informazioni, accelerando così il lavoro degli inquirenti.
Il procuratore Salvatore Vella ha sottolineato che, nonostante l’inchiesta sia ancora contro ignoti, i risultati di queste analisi potranno presto indirizzare le responsabilità e contribuire a evitare che tragedie simili si ripetano. L’uso dell’AI non si limita solo alla lettura dei documenti, ma si integra con tecnologie avanzate come laser e droni, che monitorano costantemente il movimento del terreno. Questi strumenti permettono di ottenere dati precisi e aggiornati, fondamentali per prevenire ulteriori rischi e per fornire un quadro chiaro agli esperti coinvolti nell’indagine.
Oltre all’utilizzo dell’AI per condurre un’analisi della documentazione, sul posto sono operativi anche i robot intelligenti del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza, il reparto speciale della Polizia italiana per operazioni ad alto rischio, per recuperare effetti personali nelle case situate nella zona rossa del paese in provincia di Caltanissetta.

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