L’acquisto della startup di intelligenza artificiale Manus AI da parte di Meta Platforms per due miliardi di dollari, avvenuto negli ultimi giorni del 2025, è finito al centro dell’attenzione delle autorità di regolamentazione cinesi che, secondo quanto riporta il Financial Times, stanno indagando per possibile violazione delle norme sulle esportazioni di tecnologia.
Manus AI è un prodotto lanciato nel 2022 in Cina dall’azienda Monica (ora parte di Butterfly Effect). Si tratta di un agente AI autonomo in grado di pianificare ed eseguire richieste complesse e attività generali multi-step, andando oltre alla semplice risposta testuale. Nel 2025, per sfuggire alle restrizioni conseguenti alle tensioni geopolitiche presenti fra Cina e Stati Uniti, la società ha spostato la sua sede a Singapore. Negli ultimi mesi l’azienda ha riscosso un successo particolare, raggiungendo milioni di utenti e generando oltre 100 milioni di dollari di ricavi.
Secondo il rapporto, i funzionari del ministero del commercio cinese stanno valutando se il trasferimento di personale e della tecnologia di Manus a Singapore e la vendita a Meta richiedessero una licenza di esportazione ai sensi delle leggi interne. Al momento la revisione si trova ancora in una fase preliminare e non è detto che questa porterà necessariamente ad un’indagine formale, ma il governo cinese potrebbe inserirsi nella transazione facendo valere le proprie ragioni e iniziando un braccio di ferro giudiziario potenzialmente molto lungo.

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