USA, un cittadino su quattro usa l’AI per ottenere informazioni mediche personali

La macchina non sostituisce il medico, ma si inserisce in un percorso informativo precedente o successivo alle valutazioni con esperti umani

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USA, un cittadino su quattro usa l’AI per ottenere informazioni mediche personali

L’intelligenza artificiale entra sempre più nella vita quotidiana, anche in ambito sanitario. Secondo un recente studio del Gallup, azienda statunitense specializzata in sondaggi d’opinione, il 25% degli adulti statunitensi utilizza strumenti AI per informazioni mediche, mentre circa il 70% ne fa uso generale. L’AI non sostituisce il medico, ma si inserisce nel percorso di cura soprattutto nel versante informativo. Il 59% degli utenti la consulta prima di una visita e il 56% dopo, trasformandola in un supporto informativo continuo.

Le persone la utilizzano soprattutto per esigenze pratiche, come nutrizione, sintomi, farmaci e interpretazione di referti. Una ricerca della Kaiser Family Foundation, un’organizzazione no-profit statunitense che si occupa di informazione, ricerca e analisi sulle politiche sanitarie, evidenzia che circa un terzo della popolazione usa chatbot per la salute, spesso per ottenere risposte rapide (il 65%) o per difficoltà di accesso alle cure. Tra i più attivi ci sono i giovani e le fasce economicamente fragili, per cui l’AI diventa una risorsa alternativa quando il sistema sanitario è percepito come costoso o distante.

Nel contesto descritto però, solo il 4% degli utenti dichiara di fidarsi pienamente dell’AI. Restano forti anche i timori sulla privacy, con il 77% degli intervistati che teme per i propri dati sanitari. Come sottolineano i ricercatori, l’AI sta ridefinendo il ruolo del paziente, rendendolo più informato ma anche più esposto a rischi decisionali, una rivoluzione silenziosa che la sanità dovrà imparare a governare.

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