Il governo canadese ha convocato i vertici di OpenAI per un incontro a Ottawa, dopo che è emerso che l’azienda non aveva segnalato alle autorità l’account ChatGPT di Jesse Van Rootselaar, la 18enne responsabile della strage alla scuola di Tumbler Ridge, in Columbia Britannica, lo scorso 10 febbraio. OpenAI aveva bannato l’account nel 2025 per “usi violenti” dei suoi modelli, ma non aveva contattato la polizia, sostenendo che non sussisteva un “rischio imminente e credibile” di grave danno. Il ministro per l’intelligenza artificiale, Evan Solomon, ha definito “deludente” l’incontro. “Ci aspettavamo proposte concrete per migliorare la sicurezza, ma non abbiamo ricevuto nulla di sostanziale” ha commentato.
La vicenda solleva interrogativi cruciali sulla responsabilità delle piattaforme tech nella prevenzione di atti violenti. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’account di Van Rootselaar era anche stato segnalato internamente per scenari di violenza armata. Solo dopo la strage l’azienda ha collaborato con la polizia, fornendo informazioni sull’account bannato. “I canadesi meritano trasparenza su come queste decisioni vengano prese”, ha dichiarato Solomon, annunciando che il governo valuterà “tutte le opzioni”, inclusa una possibile regolamentazione più stringente per i chatbot.
Esperti di sicurezza informatica e psicologi hanno sottolineato la necessità di protocolli più rigorosi e mentre il governo canadese chiede a OpenAI di presentare “misure concrete” entro poche settimane, l’azienda ha promesso una risposta “su misura per il contesto canadese”, ma la fiducia fra i due enti sembra essere già incrinata.

OpenAI ha dichiarato che da ora, se vuole, potrà inviare le tue conversazioni con ChatGPT alla polizia
Solo in alcuni casi ovviamente: ma un'evoluzione sistemica di tale…














