Thinking Machines Lab, la startup di AI fondata da Mira Murati, ha già ottenuto 2 miliardi di dollari di finanziamenti e raggiunto una valutazione di 10 miliardi di dollari. Si tratta di un risultato storico, che la rende una delle startup con la più grande raccolta di finanziamenti nella storia della Silicon Valley.
La peculiarità di questa situazione è che al momento la startup non ha un prodotto, un fatturato e nemmeno un piano pubblico ben definito. La fiducia riscossa deriva in gran parte dal calibro personale di Murati (che in OpenAI è stata Chief Technology Officer e ha avuto un ruolo chiave nel lancio di ChatGPT e GPT-4), e dalla leadership che ha affiancato al suo progetto, un gruppo di circa 30 persone in gran parte composto da ex ricercatori e ingegneri di OpenAI, Meta e Mistral.
La startup di Murati sta operando ancora in modalità cosiddetta “stealth”. Si tratta di una strategia mantenuta da diverse società nella loro fase iniziale e che consiste nel non diffondere informazioni sui prodotti e sulle tempistiche dei lanci e, in generale, di operare con riserbo. Da quello che è trapelato fino ad ora, Murati sta puntando molto sul versante agentico dell’AI, con l’obiettivo di fornire al pubblico un prodotto più accessibile e controllabile rispetto ai modelli già esistenti. Questa riservatezza non sta però limitando l’interesse degli investitori e sembra essere il vero elemento di forza di Thinking Machines Lab.
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