Il tanto atteso progetto di Mira Murati è arrivato davvero. L’ex Chief Technology Officer di OpenAI, uscita a settembre dal team di ChatGPT, ha lanciato ufficialmente la sua nuova Thinking Machines Lab. Costituita come public benefit corporation, mira a rendere la tecnologia AI più accessibile e comprensibile al pubblico e ha il chiaro obiettivo di competere direttamente con OpenAI.
Un team di ex “Altmaniani”
Basata a San Francisco, Thinking Machines Lab ha già reclutato un team di circa 30 ricercatori ed ingegneri di alto profilo, provenienti da OpenAI, Google, Meta, Mistral e Character AI. Tra i membri chiave del team figurano John Schulman, appena entrato dopo una breve esperienza ad Anthropic . L’ex co-fondatore di OpenAI e mente dietro ChatGPT assumerà il ruolo di Chief Scientist. Un altro volto proveniente da OpenAI, Barret Zoph, ex Vice Presidente della ricerca di Altman, sarà il Chief Technology Officer della nuova startup. Da OpenAI provengono anche altri membri di spicco, come Jonathan Lachman, ex responsabile dei progetti speciali di OpenAI e Lilian Weng, ex vicepresidente.
La concentrazione di ex fedeli di Altman suggerisce come l’intento di Murati sia non solo quello di competere banalmente con la sua vecchia azienda ma quasi di ricrearla in parallelo. Una linea agguerrita, che accende il sospetto che la separazione tra Murati e Altman sia stata più tesa di quanto apparso pubblicamente.
Parola d’ordine: trasparenza
Il focus principale di Thinking Machines Lab è lo sviluppo di sistemi AI avanzati che siano più comprensibili, personalizzabili e capaci, con un’importanza particolare riservata alla comunicazione all’esterno. Murati ha sottolineato l’importanza della collaborazione nella ricerca scientifica e ha dichiarato l’intenzione di condividere i progressi dell’azienda attraverso la pubblicazione di blog tecnici, articoli scientifici e codice sorgente. Un approccio che mira a promuovere una cultura di trasparenza e a coinvolgere la comunità più ampia di ricercatori e sviluppatori nel campo dell’AI. Uno stile abbastanza diverso da quello di OpenAI.
Thinking Machines Lab è più orientata sulla creazione di sistemi che lavorino con gli esseri umani piuttosto che al posto loro. In questo senso si distacca in parte dall’inseguimento del nuovo standard dell’AI agentica che permea tutto il settore da alcuni mesi.
Non solo Murati
La fondazione di Thinking Machines Lab arriva in un momento di significativi cambiamenti nel panorama dell’intelligenza artificiale, soprattutto per iniziativa di ex strettissimi collaboratori di Sam Altman. Oltre a lei, anche Ilya Sutskever, co-fondatore ed ex Chief Scientist di OpenAI, ha avviato una propria iniziativa chiamata Safe Superintelligence, focalizzata sullo sviluppo di sistemi AI sicuri con intelligenza pari o superiore a quella umana.