Satya Nadella testimonierà nel processo su OpenAI: al centro il ruolo fondativo di Microsoft

La sua testimonianza si baserà su alcune email risalenti al gennaio 2018, che secondo l'accusa dimostrerebbero che Microsoft aprì i propri portafogli solo quando la redditività di OpenAI divenne plausibile

Legal 11 mag 2026

2 min.

Satya Nadella testimonierà nel processo su OpenAI: al centro il ruolo fondativo di Microsoft

Oakland, California. L’aula di un tribunale federale è diventata, per qualche settimana, il palcoscenico più atteso della Silicon Valley. Al centro del dibattimento c’è una domanda semplice ma dalle conseguenze enormi: OpenAI ha tradito la propria missione originale di organizzazione no-profit dopo aver ricevuto miliardi di dollari da Microsoft?

A rispondere sarà anche Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft. La sua testimonianza dovrà infatti fare luce su alcune email interne rivelate durante il processo, risalenti al gennaio 2018, che secondo l’accusa dimostrerebbero che Microsoft aprì i propri portafogli solo quando la redditività di OpenAI divenne plausibile. In una di queste email, già diventata celebre negli ambienti tech, Nadella scriveva ai suoi dirigenti di non riuscire a capire quale ricerca stesse conducendo OpenAI, né come questa potesse aiutare Microsoft a guadagnare terreno sui concorrenti. Un’ammissione di incertezza che stride con l’immagine di un investimento strategico e consapevole.

La causa è quella intentata da Elon Musk, che ha trascinato in tribunale OpenAI, il suo CEO Sam Altman e il co-fondatore Greg Brockman. Musk accusa OpenAI di aver tradito la missione no-profit originale, utilizzando in modo improprio le sue donazioni fondative, 38 milioni di dollari, per costruire un colosso oggi valutato oltre 850 miliardi di dollari. Nelle scorse settimane si sono già alternati testimoni di peso. Lo stesso Musk ha dichiarato in aula di essere stato lui a concepire l’idea, a scegliere il nome e a reclutare i talenti chiave. La settimana scorsa Greg Brockman, il cui pacchetto azionario vale oggi 30 miliardi di dollari, è finito nel mirino degli avvocati di Musk per via di alcune annotazioni del suo diario del 2017 in cui sembrava entusiasta all’idea di “fare soldi per noi”. OpenAI replica con fermezza. Secondo i legali dell’azienda, Musk ha lasciato volontariamente la società dopo aver fallito nel tentativo di ottenerne il controllo assoluto.

Le prossime ore saranno decisive. Dopo Nadella toccherà a Sam Altman, in quello che si preannuncia come uno degli interrogatori più attesi dell’intero processo. La giuria consultiva dovrebbe esprimere il proprio verdetto entro la settimana del 18 maggio, dopodiché sarà la giudice Yvonne Gonzalez Rogers a prendere la decisione finale su responsabilità ed eventuali rimedi. Le conseguenze potrebbero essere enormi perché anche una vittoria parziale di Musk potrebbe mettere a rischio la quotazione in borsa di OpenAI, prevista per quest’anno.


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