Meta progetta un assistente AI agentico per i suoi utenti ispirandosi a Openclaw di OpenAI

Il progetto, denominato in codice "Hatch", punta a superare la logica del chatbot conversazionale tradizionale

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Meta progetta un assistente AI agentico per i suoi utenti ispirandosi a Openclaw di OpenAI

Secondo quanto riportato dal Financial Times e da The Information, Meta sta sviluppando internamente un assistente di intelligenza artificiale di nuova generazione, capace di svolgere compiti quotidiani in autonomia per i suoi quasi tre miliardi di utenti.

Il progetto, denominato in codice “Hatch”, si ispira a OpenClaw, l’agente AI di OpenAI, e punta a completare la fase di test interni entro la fine di giugno. Anche in questo caso l’idea è quella di superare il concetto di chatbot tradizionale, perché a differenza dei tradizionali assistenti conversazionali, OpenClaw, e quindi il suo emulo targato Meta, può connettersi a diversi strumenti hardware e software richiedendo un intervento umano minimo per apprendere dai dati generati.

Il motore di tutto questo è Muse Spark, il nuovo modello AI sviluppato dai Meta Superintelligence Labs. Si tratta di un modello di ragionamento nativo multimodale con supporto per l’uso di strumenti, catene di pensiero visive e orchestrazione multi-agente, descritto dall’azienda come “il primo passo verso una superintelligenza personale”. A guidare il progetto c’è Alexandr Wang, ex co-fondatore di Scale AI, che Zuckerberg ha voluto fortemente dopo essere rimasto insoddisfatto dei progressi dei modelli Llama, considerati troppo indietro rispetto a ChatGPT e Claude.

Sulle ambizioni del progetto, lo stesso Zuckerberg ha scritto su Threads: “Stiamo costruendo prodotti che non si limitano a rispondere alle tue domande, ma agiscono come agenti che fanno le cose per te”. Tra le applicazioni già in vista, Meta starebbe lavorando anche a uno strumento di shopping basato sull’AI da integrare su Instagram prima del quarto trimestre del 2026.

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