L’intelligenza artificiale può ampliare il divario fra gli stati ricchi e già sviluppati e quelli in via di sviluppo. È questo il monito dell’ONU, contenuto all’interno di un rapporto prodotto dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) intitolato “The Next Great Divergence: Why AI May Widen Inequality Between Countries”.
Gli esperti delle Nazioni Unite sottolineano come l’AI possa alimentare una “grande divergenza” fra le nazioni del mondo in termini di performance e stabilità economica, competenze delle persone e sistemi di governo. Philip Schellekens, economista capo dell’ufficio regionale Asia-Pacifico dell’UNDP, ritiene che dopo un periodo di convergenza economica internazionale durato circa 50 anni, l’avvento dell’AI rischia di condurre ad una nuova era di “crescente disuguaglianza” fra i paesi del mondo. Per scongiurare questa ipotesi è necessario che la politica metta in campo delle azioni concrete.
Il divario economico potrebbe essere accresciuto dal fatto che non tutti i paesi partono dallo stesso livello di performance digitale. C’è una condizione molto diversa fra varie regioni del mondo, con alcune che hanno già infrastrutture digitali, competenze, capitale tecnologico e regolamentazioni pronte e altre che sono gravemente indietro su questi aspetti. Questo ritardo può limitare le capacità di alcuni paesi di “catturare” i benefici dell’AI, impedendo lo sviluppo digitale e ampliando le disuguaglianze.

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