Hermeus, una società aeronautica di difesa con sede a Los Angeles, ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento Series C da 350 milioni di dollari, con l’obiettivo di costruire quello che definisce il velivolo senza pilota più veloce al mondo. Il nuovo capitale servirà a costruire altri due jet supersonici e a potenziare le capacità produttive dell’azienda, impegnata nello sviluppo di un aereo in grado di volare a tre volte la velocità del suono per uso militare. Il round ha portato la valutazione complessiva di Hermeus a un miliardo di dollari, sancendo il suo ingresso nel club esclusivo dei cosiddetti “unicorni” tech, un termine utilizzato per indicare un’azienda privata che ha raggiunto una valutazione di almeno un miliardo di dollari.
L’azienda costruisce un aereo all’anno, ognuno progettato per superare una specifica sfida tecnica sul percorso verso il volo ipersonico a Mach 5. Mach è un’unità di misura che esprime la velocità in rapporto alla velocità del suono e Mach 5, l’obiettivo di Hermeus, corrisponde ad una velocità di 6.175 km/h.
Una svolta decisiva è arrivata dalla collaborazione con Pratt & Whitney, una divisione del colosso della difesa RTX, per modificare il collaudato motore F100. Il motore incorpora anche un cosiddetto “precooler”, cioè un dispositivo che abbassa la temperatura dell’aria in ingresso per aumentare la velocità dell’aereo. Come ha dichiarato il CEO AJ Piplica: “La velocità è vita per noi. Questo finanziamento ci permette di costruire più aerei contemporaneamente e di scalare le nostre capacità produttive”.
Il contesto geopolitico spinge in questa direzione e l’interesse del Pentagono per le tecnologie ipersoniche cresce man mano che aumenta la necessità di contrastare strumenti analoghi sviluppati da Cina e Russia. Non a caso tra gli investitori figura In-Q-Tel, il braccio venture capital della comunità dell’intelligence statunitense. Gli investimenti in venture capital nel settore della difesa tech hanno superato i 9 miliardi di dollari in 265 round globali lo scorso anno, a conferma di un interesse crescente e strutturale che coinvolge questo mercato.

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