In iOS 27 si potrà scegliere il modello AI preferito: Gemini, Claude o ChatGPT

Gemini resta il fornitore dell'AI base di Apple Intelligence, ma i modelli di altre aziende saranno inclusi nell'architettura a un livello aggiuntivo

Mercato 6 mag 2026

2 min.

In iOS 27 si potrà scegliere il modello AI preferito: Gemini, Claude o ChatGPT

iOS 27 integrerà la possibilità per gli utenti di fare una scelta inedita sugli iPhone: quale modello di intelligenza artificiale usare. Secondo un report di Bloomberg, Apple consentirà agli utenti di selezionare tra diversi modelli di grandi aziende per alimentare funzioni come Siri, Writing Tools e Image Playground. Modelli di Google e Anthropic sono già in test. La posizione di ChatGPT, finora l’unica opzione di terze parti disponibile, resta incerta.

Il sistema si chiama “Extensions” nei build di test interni. Secondo quanto riportato dai messaggi visibili nelle versioni di prova del software, la funzione permetterà di “accedere alle capacità di AI generativa da app installate, su richiesta, tramite le funzioni di Apple Intelligence“. Il meccanismo è semplice: i provider come Google e Anthropic aggiungono il supporto a Extensions attraverso le rispettive app sull’App Store, e l’utente può poi selezionare il modello preferito direttamente dalle Impostazioni. La disponibilità sarà estesa a iPadOS 27 e macOS 27, con rilascio atteso in autunno. Apple sta anche preparando una sezione dedicata dell’App Store per le app AI compatibili.

C’è però una distinzione da tenere presente. Gemini non è solo uno dei modelli selezionabili via Extensions: Apple ha già stretto un accordo con Google per integrare un modello basato su Gemini come opzione nativa di Apple Intelligence e Siri in iOS 27. Secondo Bloomberg, il valore dell’accordo potrebbe aggirarsi intorno a un miliardo di dollari l’anno, con le query elaborate attraverso Private Cloud Compute per isolare i dati degli utenti dall’infrastruttura di Google. Claude e gli altri modelli entrano invece come livello aggiuntivo, sopra questa architettura. Per OpenAI, l’apertura a nuovi player segna la fine dello status di partner esclusivo: Bloomberg segnala che l’utilizzo di ChatGPT all’interno di Apple Intelligence è stato inferiore alle aspettative di entrambe le aziende, e i rapporti tra le due si sono fatti più tesi, anche per via del reclutamento attivo di ingegneri Apple da parte di OpenAI.

La personalizzazione arriva anche nella voce. Siri potrà usare voci diverse a seconda del modello che risponde, così da rendere evidente all’utente quale sistema sta gestendo la richiesta. Un dettaglio che sembra secondario, ma dice molto sulla complessità che Apple si trova a gestire: quando rispondono Siri, Gemini e Claude attraverso la stessa interfaccia vocale, distinguere la fonte non è un vezzo, è una necessità. Apple ha già annunciato che includerà avvisi per precisare che non è responsabile dei contenuti generati da modelli di terze parti.

La strategia che emerge è quella di un’azienda che rinuncia a competere frontalmente sul terreno dei modelli e punta invece sull’hardware e sull’interfaccia come leva. Lo scopo non è costruire l’AI migliore, ma fare in modo che l’iPhone sia il posto dove qualsiasi AI funziona meglio. I dettagli ufficiali arriveranno al WWDC l’8 giugno. Se i piani saranno confermati, iOS 27 trasformerà Apple Intelligence da vetrina di un singolo modello a piattaforma aperta. Una scelta che, per un’azienda costruita sul controllo dell’esperienza, pesa quanto qualsiasi annuncio tecnico.


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