C’è una nuova professione che sta emergendo con la diffusione dell’intelligenza artificiale nel mondo delle imprese e dei servizi. Si tratta del supervisore dell’AI in ambiti critici, figura ibrida che si basa su competenze tecniche, etiche e organizzative e di cui imprese private e pubbliche amministrazioni avranno sempre più bisogno nei prossimi anni.
Il supervisore dell’AI ha il compito di controllare, validare e governare il comportamento dei sistemi AI attivi in un contesto aziendale o altrove, soprattutto quando questi incidono su decisioni rilevanti che riguardano i diritti o la vita delle persone. Nella sua attività il supervisore monitora quindi il comportamento dei modelli di AI e interviene in caso di anomalia, rischi, bias o discriminazioni.
Le competenze tecniche di questa figura vanno dalla conoscenza del meccanismo di funzionamento del machine learning e dei modelli di AI e dei dati di addestramento dei modelli, fino ad una buona capacità di interpretazione degli output dei modelli. A queste deve accompagnare una anche una conoscenza teorica dei fondamenti di etica dell’AI, dei diritti fondamentali di non discriminazione e delle varie normative, italiane ed europee, attive in materia.
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