Il senatore statunitense Bernie Sanders, membro del Partito democratico, ha pubblicato un video che sta facendo il giro del mondo in cui intrattiene un faccia a faccia con Claude, il chatbot di intelligenza artificiale Anthropic, sull’uso dei dati personali da parte dell’AI.
“Voglio parlare di come l’AI violi la nostra privacy”, ha esordito Sanders, chiedendo a Claude perché le aziende raccolgono così tanti dati. La risposta del chatbot è stata chiara e sconcertante: “Le persone accettano termini di servizio che non leggono, e le aziende combinano migliaia di punti dati come cronologia, posizione, acquisti, per creare profili dettagliati. Non puoi fidarti che proteggeranno i tuoi dati senza forti salvaguardie legali”.
Claude ha ammesso che, senza regole stringenti, le aziende possono usare i dati “come vogliono, con conseguenze minime”. Sanders ha insistito: “Perché raccogliete queste informazioni?”. La risposta: “Soldi, senatore. E potere”. Un momento che ha fatto il giro dei social, trasformando il dialogo in un simbolo della lotta tra diritti della cittadinanza e industria tecnologica. Esperti come Timnit Gebru, ex ricercatrice di etica AI, hanno sottolineato come l’intervista mostri “l’urgenza di regolamentare un settore che si autoregola da troppo tempo”.
Il video ha scatenato un dibattito globale incentrato su quali dovrebbe essere le entità e le istituzioni pubbliche incaricate di proteggere la privacy dei cittadini? Sanders ha lanciato l’allarme accusando “le aziende che bloccano le leggi sull’AI con milioni di dollari in lobbying”.

Per il Pentagono separarsi completamente da Claude si sta rivelando più difficile del previsto
Claude è attualmente l'unico modello integrato nei network classificati della…














