Data center AI: undici impianti a gas rischiano 129 milioni di tonnellate di CO2 l’anno

Undici progetti di data center alimentati a gas collegati a OpenAI, Meta, Microsoft e xAI potrebbero emettere fino a 129 milioni di tonnellate di gas serra all'anno, superando le emissioni totali del Marocco. Il boom dell'intelligenza artificiale sta invertendo decenni di progressi verso una rete elettrica più pulita negli Stati Uniti.

Ambiente - Etica 12 ott 2026

2 min.

Data center AI: undici impianti a gas rischiano 129 milioni di tonnellate di CO2 l’anno

Undici progetti di data center alimentati a gas naturale, riconducibili a OpenAI, Meta, Microsoft e xAI, potrebbero emettere oltre 129 milioni di tonnellate di gas serra all’anno se operassero a piena capacità. È quanto emerge da un’analisi dei permessi pubblicata da Wired, che mette in fila numeri difficili da ignorare: quella cifra supera le emissioni totali del Marocco nel 2024, un paese di 38 milioni di abitanti.

I progetti si trovano in Texas, Ohio e Tennessee. Il più grande in assoluto è Project Matador, un campus nel panhandle texano che ha già ottenuto il permesso per generare sei gigawatt di energia a gas, con emissioni di CO2 proiettate oltre i 40 milioni di tonnellate l’anno — più dell’intera Giordania. I data center di xAI a Memphis, noti come Colossus e Colossus 2, potrebbero da soli superare l’impronta carbonica dell’Islanda. Il progetto di Microsoft è stimato a 11,5 milioni di tonnellate annue. Meta, invece, punta su oltre 800 mini-turbine mobili nel suo campus di El Paso, in Texas.

La strategia alla base di tutto questo si chiama behind-the-meter power: invece di collegarsi alla rete elettrica pubblica, i data center costruiscono impianti di generazione direttamente in loco. Questo permette di aggirare i tempi lunghi degli allacciamenti alla rete e le controversie che ne derivano, come i rincari sulle bollette delle comunità vicine. Il prezzo, però, lo pagano l’aria e il clima. Secondo i dati del Global Energy Monitor, quasi 100 gigawatt di capacità a gas behind-the-meter erano in sviluppo all’inizio del 2025, contro i soli quattro gigawatt di inizio 2024. Una crescita verticale nel giro di un anno. Almeno 46 data center con 56 gigawatt di capacità complessiva usano già questa modalità — l’equivalente di 27 dighe Hoover.

Il consumo elettrico dei data center americani è passato dall’1,9% della domanda nazionale nel 2018 al 4,7% nel 2024. L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che entro il 2030 quella quota potrebbe attestarsi tra il 9,5% e il 15,3%. A livello globale, i data center hanno consumato circa 415 TWh nel 2024, pari all’1,5% dell’elettricità mondiale; la proiezione per il 2030 è di 945 TWh, con l’AI indicata come principale motore della crescita. Ricercatori di Cornell calcolano che l’espansione in corso potrebbe aggiungere 44 milioni di tonnellate metriche di CO2 entro il 2030, l’equivalente di 10 milioni di auto.

C’è una precisazione importante sulle stime: i numeri derivano dai permessi di emissione massima richiesti alle autorità di regolamentazione, non dai livelli effettivi di esercizio. Le emissioni reali potrebbero essere anche due terzi inferiori rispetto a quanto dichiarato sulla carta. Eppure la tendenza di fondo resta: il settore tecnologico sta costruendo una dipendenza strutturale dal gas proprio mentre la crisi climatica impone di andare nella direzione opposta. Google, nella sua relazione ambientale del 2024, ha già ammesso che le emissioni di gas serra del 2023 sono aumentate del 13% rispetto all’anno precedente, principalmente a causa dei data center.

Se questa traiettoria non verrà corretta, il settore AI rischia di diventare uno dei principali ostacoli agli obiettivi climatici globali. Le grandi aziende tecnologiche parlano da anni di neutralità carbonica e accordi per le energie rinnovabili, ma i permessi già firmati raccontano una storia diversa: il gas è la scorciatoia scelta per tenere il passo con una domanda computazionale che raddoppia ogni pochi mesi. La vera sfida non è trovare abbastanza corrente per i modelli — è decidere che tipo di corrente si vuole usare per alimentarli.


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