Sriram Krishnan, il principale consigliere di Donald Trump sull’intelligenza artificiale, lascerà il suo incarico alla Casa Bianca entro la fine di giugno. Lo ha annunciato lo stesso Krishnan con un post su X, confermando quanto anticipato dal Washington Post.
«È difficile esprimere quanto sia stato un privilegio servire il popolo americano», ha scritto il consigliere uscente, aggiungendo: «Prima di tutto, è stato un onore servire sotto la guida del presidente Trump. Senza la sua leadership, non staremmo vincendo la corsa all’AI». Un addio formale, ma tutt’altro che definitivo. Secondo David Sacks, il cosiddetto “zar” dell’AI e delle criptovalute alla Casa Bianca, Krishnan continuerà a collaborare con l’amministrazione come consulente esterno.
Nato a Chennai, in India, Krishnan ha guidato team di prodotto in alcune delle più grandi aziende tech del mondo, come Microsoft, Twitter, Yahoo, Facebook e Snap, prima di diventare partner di Andreessen Horowitz, il fondo di venture capital i cui fondatori avevano sostenuto apertamente Trump durante le elezioni del 2024. Alla Casa Bianca, il suo contributo è stato centrale in quanto è stato uno degli architetti dell’Artificial Intelligence Action Plan, che ha fornito linee guida per ridurre la regolamentazione dell’AI e promuovere la costruzione di data center su tutto il territorio nazionale.
Ha inoltre partecipato alla redazione di un ordine esecutivo volto a limitare la capacità dei singoli stati di legiferare autonomamente in materia di AI. Nel suo bilancio pubblico, Krishnan ha indicato come principale interlocutore proprio David Sacks, sottolineando che «la sua continua battaglia perché l’America vinca sull’AI è stata e continua ad essere fondamentale».
Krishnan intende ora fondare un’istituzione esterna pensata per influenzare le politiche tecnologiche, mantenendo così un ruolo attivo nel dibattito sull’AI statunitense anche fuori dai cancelli della Casa Bianca. Sacks lo ha elogiato pubblicamente su X, descrivendolo come una risorsa critica e una delle voci più influenti dell’amministrazione sulla politica AI: «Le tue competenze sono genuinamente uniche: una rara combinazione di profonda padronanza tecnica dell’AI, acume politico, pensiero strategico eccezionale e vero talento diplomatico».
La partenza di Krishnan segue quella dello stesso Sacks, che aveva lasciato il ruolo di AI czar qualche mese prima. Si tratta di un ricambio significativo nel gruppo di tecno-ottimisti che hanno plasmato la strategia AI degli USA, ma il segnale che emerge è chiaro: l’influenza della Silicon Valley sulle politiche di Washington non si esaurisce con i mandati istituzionali.

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