Gemini 4 è entrato in fase di post-training. Koray Kavukcuoglu, nuovo capo di Google DeepMind, lo ha confermato all’AI Agenda Live Summit organizzato da The Information, nel suo primo intervento pubblico da quando ha sostituito il cofondatore Demis Hassabis alla guida dell’unità. Il modello è già in uso interno per alimentare Antigravity, la piattaforma di sviluppo software di Google, e il piano è rilasciarne una prima versione il prima possibile, senza attendere un prodotto definitivo in ogni suo aspetto.
Kavukcuoglu ha dichiarato di voler pubblicare “un output iniziale di post-training il prima possibile” e ha aggiunto di sperare che arrivi “molto prima” della fine del 2026. Nessuna data precisa. Il post-training è la fase in cui il comportamento del modello viene raffinato attraverso test di sicurezza, implementazione di guardrail e valutazioni interne: significa che il modello grezzo esiste già, e che il lavoro restante è di adattamento e controllo, non di addestramento da zero.
La strategia descritta da Kavukcuoglu è quella di un rilascio anticipato seguito da iterazioni rapide. La prima versione pubblica di Gemini 4 potrebbe quindi essere diversa da quella definitiva, e aggiornarsi nelle settimane successive. Un approccio che Google ha già adottato con la famiglia Flash: dopo Gemini 3.6 Flash di luglio è arrivato Gemini 3.8 Flash a settembre, con miglioramenti iterativi che hanno portato il modello a conquistare la prima posizione nell’Hume AI Overall Quality Index per la sintesi vocale.
Questo annuncio arriva in un momento preciso. Anthropic e OpenAI hanno entrambe aggiornato i rispettivi modelli di punta nelle ultime settimane, e la pressione competitiva è concreta. Google, da parte sua, ha saltato Gemini 3.5 Pro: annunciato a Google I/O di maggio, il modello non è mai stato rilasciato pubblicamente. Kavukcuoglu ha spiegato che Google “ha fatto un passo indietro” per concentrarsi sui modelli Flash, e che ora l’attenzione è interamente su Gemini 4. Una scelta che ha generato aspettative disattese, ma che nella narrativa attuale diventa parte di una traiettoria deliberata verso il modello successivo.
Sul fronte commerciale, Google ha annunciato un accordo quinquennale con BNP Paribas per portare i modelli Gemini nella divisione di corporate e institutional banking dell’istituto francese. Il primo utilizzo concreto riguarda l’assistente interno di intelligenza artificiale generativa della banca, con l’intenzione di espandere le applicazioni nel tempo. Un segnale che la corsa a Gemini 4 non è solo una questione di benchmark, ma di posizionamento commerciale in settori ad alto valore.
Kavukcuoglu ha preso il posto di Hassabis ad agosto. Il cambio al vertice di Google DeepMind è recente, e questo intervento pubblico ha il peso di una prima dichiarazione di intenti. Se Google rispetterà le aspettative — o almeno la vaghezza ottimista con cui sono state formulate — Gemini 4 potrebbe uscire prima della fine dell’anno, cambiando il panorama dei modelli frontier in un momento in cui la competizione tra i laboratori principali non ha mai rallentato.














