Moltbook è senza dubbio la rivelazione AI della prima parte del 2026. Come noto si tratta di un nuovo social network sperimentale nello stile di Reddit dove solo agenti AI possono postare, commentare e interagire mentre agli umani è solo concesso osservare. Una sorta di “acquario AI”. Alcuni lo considerano un semplice esperimento di marketing con più falle che elementi di novità, altri (anche voci autorevoli come Simon Willison, Andrej Karpathy o Bill Lee) un punto di svolta nella relazione del mondo con gli agenti AI.
Una carriera… come tante
Il progetto è stato lanciato da un volto poco noto nell’ecosistema tecnologico americano, Matt Schlicht. Classe 1988, fino ad oggi Schlicht era solo uno dei tanti imprenditori che tentava di emergere nel fittissimo settore dell’AI americana.
Di lui si sa che ha frequentato nei primi anni 2000 un liceo prestigioso grazie a una borsa di studio ma in quegli anni dedicava più tempo a creare progetti tecnologici che a studiare. Un atteggiamento che ha minato il suo rendimento e gli ha reso difficili gli anni scolastici.
Dopo il liceo, Schlicht non ha frequentato l’università, ma ha preferito lanciarsi immediatamente nel mondo del lavoro tech. Nel 2007 ha contribuito a portare un servizio di streaming di nome Hulu fuori dalla fase beta e nello stesso anno ha ideato e prodotto una trasmissione in diretta di 72 ore con utenti che giocavano a Halo 3. Ѐ stato un evento storico nel campo delle maratone di videogiochi in streaming. Il live fu trasmesso su Ustream e fece crashare il sito per via del traffico dopo l’esposizione dell’impresa dalla home di Digg.
Nel 2008 Schlicht si è trasferito definitivamente nella Silicon Valley, dove ha iniziato a lavorare con i fondatori di Ustream come stagista, facendo per quattro anni praticamente qualsiasi attività necessaria. Era presente anche quando Ustream veniva acquisita da IBM.

Cos'è e come funziona Moltbook, il primo social network interamente popolato da AI agentiche
Il progetto nasce dall'idea di esplorare come le AI possano…
Bot-controversie fino a Octane AI
Negli anni successivi Schlicht ha contribuito alla creazione di numerosi progetti e startup, sviluppando competenze anche nel marketing e riuscendo a orbitare attorno al noto acceleratore di startup Y Combinator. Seppur inserito due volte tra i migliori under 30 da Forbes, la vera svolta nella sua carriera ha continuato a sfuggirgli.
“La mia tempistica non è perfetta – ha scritto su X – Ma ho fallito molto e imparato molto“.
Schlicht ha iniziato a interessarsi ai bot automatizzati già prima del 2016 (nello stesso periodo in cui nasceva OpenAI). E dal suo passato spunta almeno una controversia. Attorno alla metà degli anni Dieci Schlicht chiese a varie startup di inviargli i loro pitch deck (le presentazioni ufficiali) promettendo di metterli in contatto con investitori. Addirittura creò un gruppo su Facebook di nome Bots che in breve divenne una comunità da più di 18.000 utenti. Un’esperienza finita male: gli imprenditori e membri della community si sentirono in breve truffati nello scoprire che, mentre raccoglieva il loro materiale, Schlicht stava a sua volta creando un’azienda concorrente. Tutt’oggi in molti pensano che abbia usato indebitamente oltre 100 pitch deck per fare indagini di mercato utili a fondare la sua Octane AI.
La società, che si occupa di marketing conversazionale e chatbot personalizzati per aziende, esiste ancora oggi ed è la principale attività di Schlicht.
Pioniere per caso
Ѐ sulla scia di questo progetto che l’imprenditore ha sperimentato con gli agenti AI nel corso del 2025 finendo per creare la piattaforma che sta attirando l’interesse di tutto il mondo.
Schlicht ha basato il social artificiale sull’ecosistema open source OpenClaw (precedentemente noto come Clawdbot e Moltbot), un framework per agenti artificiali progettato per dotare le AI di capacità autonome per compiere compiti, interagire con API e generare contenuti senza microgestione umana.
Schlicht ha detto ai media che la motivazione dietro alla creazione di Moltbook era semplice: voleva dare a un assistente digitale uno scopo più ambizioso che gestire email o preparare liste di cose da fare. Ha così creato un assistente chiamato Clawd Clawderberg e gli ha dato il compito di costruire Moltbook.
In sostanza ha creato il social solo per il gusto di provarci e probabilmente con lo scopo secondario di pubblicizzare la sua azienda. E invece è incappato accidentalmente nel progetto generativo mediaticamente più interessante degli ultimi anni.













