OpenAI ha aperto ChatGPT Health a tutti gli utenti statunitensi con più di 18 anni. Dal 23 luglio 2026, chiunque abbia un account attivo — dal piano gratuito al Pro — può collegare le proprie cartelle cliniche elettroniche e i dati di Apple Health direttamente all’interfaccia di chat. Il tempismo è tutt’altro che neutro: l’annuncio è arrivato un giorno dopo che un ex pastore della Florida ha citato in giudizio OpenAI, sostenendo che i consigli del chatbot lo abbiano portato a ritardare cure urgenti per un’embolia polmonare potenzialmente letale.
La funzione è accessibile via web e iOS. Gli utenti possono collegare referti medici da sistemi sanitari come Epic e Oracle Health, oltre ad app di benessere come Apple Health, MyFitnessPal e Function. Health permette di visualizzare esami del sangue, farmaci, attività fisica e dati sul sonno in un unico punto. È possibile fare domande direttamente in chat, monitorare i trend nel tempo, prepararsi agli appuntamenti con il medico e interpretare i risultati degli esami. I dati sanitari collegati e le conversazioni che li utilizzano non vengono usati per addestrare i modelli di base né per mostrare pubblicità. La versione Android è in arrivo, ma non ha ancora una data.
Il contesto legale è pesante. OpenAI ha affrontato due cause legali negli ultimi tre mesi che la accusano di aver fornito consigli medici pericolosi — in alcuni casi fatali. Sette cause erano già state intentate in California nel novembre 2025 per presunti danni causati dalle interazioni con la modalità vocale, e una coalizione di procuratori generali statali ha emesso un mandato a OpenAI nel giugno 2026 chiedendo documenti sulla gestione dei dati sanitari e sul comportamento dei modelli. Una delle questioni più concrete riguarda la protezione dei dati: collegare cartelle cliniche a un prodotto AI commerciale le esclude automaticamente dalla copertura HIPAA, le norme federali sulla privacy sanitaria negli Stati Uniti. Non è un rischio teorico, è una conseguenza diretta della struttura della legge americana.
Al momento del lancio della fase di test, a gennaio 2026, OpenAI registrava 230 milioni di domande sanitarie a settimana. Quel numero è salito a 300 milioni. Tra gli utenti che avevano accesso alla funzione nella fase pilota, più del 70% delle conversazioni legate alla salute avveniva al di fuori dello spazio dedicato a Health. Spostare gli utenti in una sezione separata aggiungeva un passaggio inutile. Sulla base di quel riscontro, ChatGPT ora può attingere alle informazioni sanitarie collegate in qualsiasi conversazione, senza che l’utente debba aprire la scheda Health. La funzione è alimentata da GPT-5.6 Sol e GPT-5.5 Instant.
Diversi studi hanno messo in discussione l’affidabilità dei chatbot AI per i consigli medici. Questo non ha frenato aziende come Anthropic e Google dal lanciare funzioni simili. OpenAI specifica che ChatGPT Health “supporta, non sostituisce” le cure professionali — una precisazione che però non basta a fermare le aule dei tribunali. L’infrastruttura che gestisce la connettività con i dati sanitari è fornita da b.well, che alimenta anche i progetti di salute AI di Google e di Samsung. La stessa piattaforma, quindi, sta diventando il layer dati di fatto per più concorrenti contemporaneamente.
Il vero nodo non è se i modelli siano abbastanza bravi da interpretare un’analisi del sangue. È chi si assume la responsabilità quando sbagliano. OpenAI punta su un bacino di utenza enorme — ChatGPT si avvicina a un miliardo di utenti settimanali — per rendere ChatGPT Health uno standard di fatto prima che arrivino regole chiare. Se le cause legali in corso otterranno una sospensione della funzione, l’intera strategia sanitaria di OpenAI dovrà essere ridisegnata. Se invece i tribunali lasceranno correre, il mercato avrà risposto prima del legislatore.














