La Banca dei regolamenti internazionali, una delle più antiche istituzioni finanziarie internazionali finalizzata a promuovere la cooperazione tra la banche centrali, afferma che queste dovrebbero sfruttare i vantaggi dell’intelligenza artificiale ma sottolinea che la tecnologia non dovrebbe sostituire gli esseri umani quando si tratta di fissare i tassi di interesse.
Nel suo primo importante rapporto sul mondo in rapido progresso dell’intelligenza artificiale, il gruppo ha affermato che i politici dovrebbero sfruttare l’immenso potere dell’AI di monitorare i dati in tempo reale per “affinare” le loro capacità di previsione dell’inflazione.
Hyun Song Shin, tra i principali autori degli del rapporto, ha affermato che la strada giusta non è quella di considerare la tecnologia “qualcosa di magico”, ma qualcosa che permetta di individuare le vulnerabilità nei sistemi finanziari.
“L’invito all’azione rivolto alle banche centrali è quello di promuovere una comunità di pratica – ha affermato Shin – Condividere esperienze, condividere le migliori pratiche, ma anche condividere dati e modelli stessi”.
La BRI ha avvertito anche che l’intelligenza artificiale sancisce rischi e che potrebbe amplificare quelli esistenti: nuovi tipi di attacchi informatici come le corse agli sportelli e le svendite di asset finanziari. Anche Cecilia Skingsley, un alto funzionario della BRI, ha raccomandato prudenza “Ci piace ritenere gli esseri umani responsabili, quindi non riesco davvero a vedere un futuro in cui un’intelligenza artificiale fisserà i tassi di interesse.”