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Apple non si fida della privacy di Meta: smentita la partnership

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal pochi giorni fa, Meta Platforms e Apple avrebbero trattato una collaborazione per portare Llama, modello di intelligenza artificiale generativa del gruppo di Zuckerberg, nel sistema AI del nuovo iPhone recentemente annunciato. Per diverse ore la notizia è stata data quasi per certa, ma ora arriva la pronta smentita da Bloomberg, che avrebbe interrogato fonti molto vicine alla questione.

Un ecosistema AI multi-partner

I rumors della partnership Meta/Apple si sono aggiunti a quelli su possibili accordi con Google allo stesso scopo. L’intesa AI più nota di Apple, già annunciata a utenti e investitori, è quella con OpenAI (e quindi con Microsoft).

Non è tutto. Apple forse sta discutendo partnership con altre società di intelligenza artificiale per portare i propri device in Paesi del mondo dove ChatGPT è vietato, come la Cina. Secondo il Wall Street Journal a questo scopo Apple starebbe avvicinando Anthropic e Perplexity.

Il piano di collaborazioni di Apple andrebbe a tradursi in un sistema di partnership commerciali abbastanza inedito, secondo cui i nuovi device di Apple potrebbero dipendere dai software di quasi tutti i suoi concorrenti principali.

“Nemmeno una fase formale”

Il Wall Street Journal precisava che le discussioni, non ancora finalizzate, avrebbero potuto fallire. Ora arriva da Bloomberg News una conferma di questo fallimento. Sarebbe stata Apple a respingere le proposte di Meta Platforms e i motivi sarebbero tutti legati alle impostazioni per la sicurezza degli utenti. Apple non considererebbe le pratiche sulla privacy di Llama sufficientemente rigorose.

Le aziende – afferma il rapporto di Bloomberg – non sono in trattative per una partnership sull’intelligenza artificiale che coinvolga il chatbot Llama di Meta e hanno avuto solo brevi colloqui a marzo“. Addirittura, dunque, le discussioni su una potenziale partnership non avrebbe nemmeno raggiunto una fase formale.

Non si escludono però colpi di scena. Anche perché la strategia di Apple sembra essere quella di trasformarsi in una sorta di ‘aggregatore’ delle maggiori AI esistenti.


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