Anche le intelligenze artificiali sono soggette a ‘demenza senile’

Uno studio pubblicato sulla rivista The BMJ sostiene che una forma di demenza causata dall'invecchiamento colpisce anche le AI.

3 min.

Anche le intelligenze artificiali sono soggette a ‘demenza senile’

Uno studio pubblicato sulla rivista The BMJ firmato dai neurologi Roy Dayan e Benjamin Uliel e dallo specialista dei dati Gal Koplewitz, ha messo alla prova le capacità cognitive dei principali grandi modelli linguistici, valutandoli attraverso uno degli strumenti più utilizzati per l’analisi cognitiva negli esseri umani: il test Montreal Cognitive Assessment. L’obiettivo dello studio era di indagare la potenziale suscettibilità delle intelligenze artificiali al deterioramento cognitivo e approfondire le implicazioni di queste performance per il futuro del settore.

Le AI comparate

L’analisi si è concentrata su due versioni di ChatGPT di OpenAI, la 4 e la 4o, Claude 3.5 “Sonnet” di Anthropic e le due versioni 1.0 e 1.5 di Gemini di Google.

Le interazioni con i modelli sono state impostate tramite prompt basati su testo, seguendo il protocollo ufficiale per la somministrazione del test MoCA.

Oltre al MoCA versione 8.1, i ricercatori hanno sottoposto i chatbot a valutazioni aggiuntive per analizzare specifiche capacità cognitive. Sono state testate ‘capacità’ come l’elaborazione gerarchica visiva, la percezione sociale e descrittiva, i deficit visuospaziali, l’inibizione cognitiva e l’attenzione selettiva.

I risultati

I punteggi MoCA hanno mostrato una sorprendente varietà di prestazioni tra i diversi modelli. ChatGPT 4o ha raggiunto il punteggio più alto, con 26/30. ChatGPT 4 e Claude 3.5 hanno ottenuto un comunque rispettabile 25, Gemini 1.5 si è fermato circa a 22 mentre il modello 1 dell’AI di Google si è fermato a un punteggio di 16, il più basso del campione. Tutti i modelli hanno evidenziato difficoltà significative nei compiti visuospaziali ed esecutivi.

I risultati suggeriscono che, ad eccezione di ChatGPT 4o, i principali modelli linguistici testati manifestano segni che possono essere assimilabili a quelli del deterioramento cognitivo umano. Analogamente a quanto avviene negli esseri umani, l’età dei chatbot sembra giocare un ruolo chiave: i modelli più vecchi mostrano prestazioni peggiori, suggerendo un possibile declino legato alla tecnologia o alla progettazione più datata.

Il deterioramento cognitivo dimostrato da molti chatbot solleva dubbi sulla loro affidabilità e sulla fiducia che vi si può riporre. Il team che ha ottenuto i dati ha messo in discussione soprattutto la convinzione diffusa che l’intelligenza artificiale possa essere pronta a rimpiazzare l’agire umano in contesti delicati, come la medicina.

Un passo indietro… in avanti

Lo studio è in buona compagnia. Nell’ultimo anno e mezzo anche altre analisi hanno esplorato l’efficienza delle intelligenze artificiali e non è la prima volta che si evidenzia una discesa delle performance man mano che i modelli invecchiano. Queste ricerche, che evidenziano delle debolezze della tecnologia, però sono tasselli fondamentali per la progressione del settore. Inquadrare i rischi di indebolimento delle performance, getta una luce verso effetti sulla lunga distanza dei quali si parla ancora troppo poco.

L’imparzialità e la precisione cognitiva restano traguardi lontani se non si considera la curva discendente alla quale sono soggette molte intelligenze artificiali. La sfida ora è duplice: migliorare la robustezza cognitiva dell’AI e comprenderne i limiti.


Articoli simili

Ultime news


Grok si allena sui dipendenti SpaceX: Musk vuole i loro pensieri

Elon Musk ha annunciato all'all-hands di SpaceX che Grok sarà…

Grok si allena sui dipendenti SpaceX: Musk vuole i loro pensieri
Google Meet porta Gemini nelle riunioni in presenza

Google estende la funzione "Take Notes for Me" di Gemini…

Google Meet porta Gemini nelle riunioni in presenza
Anthropic è in trattative per acquisire la startup di AI Decart AI

L’accordo sarebbe ancora in una fase preliminare e, se finalizzato,…

Anthropic è in trattative per acquisire la startup di AI Decart AI
IBM e OpenAI insieme: GPT-5.6 entra nel consulting enterprise

IBM ha stretto una partnership strategica con OpenAI per integrare…

IBM e OpenAI insieme: GPT-5.6 entra nel consulting enterprise
Modelli AI fuori controllo: le big tech non riescono a tenerli a bada

Anthropic, OpenAI, Meta e i ricercatori che testano il cinese…

Modelli AI fuori controllo: le big tech non riescono a tenerli a bada

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI
Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo
Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News
AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime
Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026