Dropbox acquisisce Tigris Data per 350 milioni e lancia DBX Agent Cloud

Dropbox rileva per circa 350 milioni di dollari in contanti la startup di storage Tigris Data, la sua acquisizione più grande finora. Contestualmente debutta DBX Agent Cloud, piattaforma di archiviazione per chi sviluppa applicazioni e agenti di intelligenza artificiale.

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Dropbox acquisisce Tigris Data per 350 milioni e lancia DBX Agent Cloud

Dropbox compra Tigris Data per circa 350 milioni di dollari in contanti. È la più grande acquisizione della sua storia. L’accordo è stato firmato il 3 novembre e annunciato il 5, con la chiusura prevista nel quarto trimestre del 2026, salvo le consuete condizioni.

Insieme all’operazione arriva DBX Agent Cloud, un’offerta di storage pensata per aziende e sviluppatori che costruiscono applicazioni e agenti di intelligenza artificiale. Parte con un servizio di object storage autonomo, compatibile con Amazon S3, che i clienti possono acquistare anche separatamente e usare con gli strumenti già costruiti per lo standard di Amazon. Dropbox prevede di aggiungere poi funzioni di filesystem e di elaborazione dei contenuti, in modo che gli agenti possano gestire file e mantenere continuità tra attività e sessioni diverse. Il servizio dovrà trattare documenti, immagini, audio e video.

Tigris è stata fondata da ex ingegneri di Uber che hanno lavorato all’infrastruttura di archiviazione dell’azienda. La sua piattaforma distribuisce i dati su più regioni e li colloca in automatico vicino a utenti e risorse di calcolo, con tempi di accesso più brevi. Gli sviluppatori possono muovere i dati tra provider diversi senza restare legati a uno solo. La startup aveva chiuso un round di Serie A da 25 milioni di dollari nel 2025. Il suo CEO e cofondatore, Ovais Tariq, sostiene che con l’esperienza di Dropbox Tigris potrà gestire carichi di lavoro più grandi. Dropbox dichiara di non prevedere tagli al personale.

La mossa segue una serie di acquisti nell’AI: Dropbox aveva già rilevato Reclaim.ai, Promoted.ai e Mobius Labs. Il co-CEO Ashraf Alkarmi spiega che l’obiettivo è lasciare ai clienti la scelta di come usare l’AI, mantenendo il controllo sui propri contenuti. Per questo DBX Agent Cloud è pensato per affiancare i cloud, i fornitori di calcolo e le piattaforme per sviluppatori che i clienti usano già.

Sul lato utenti, la nuova esperienza di Dropbox è già attiva per oltre 70.000 team. Permette di lavorare sui propri file dentro strumenti AI come ChatGPT, Claude e Muse senza caricarli ogni volta, con il risultato che torna su Dropbox. Il primo rilascio riguarda i team Standard e Advanced idonei di Stati Uniti, Regno Unito e Australia, in inglese. Una disponibilità più ampia è prevista nel 2027. Prezzi di DBX Agent Cloud e date per altri mercati, Italia compresa, non sono stati comunicati.

La partita è contro i grandi fornitori di cloud. Amazon, Google e Microsoft dominano lo storage per l’AI, e Dropbox dovrà convincere gli sviluppatori che un’archiviazione portabile tra provider vale il passaggio. Il tempo dirà se il marchio nato per i file personali riesce a farsi accettare come infrastruttura per gli agenti.


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